Lavinia Paternoster e Tiberius Observator non erano su quel crinale per eroismo, ma per un contratto di ricerca zoologica scaduto che nessuno aveva avuto il coraggio di cancellare. Da lassù l’altopiano persiano sembrava una coperta stesa al sole e poi dimenticata: pieghe di montagne color ruggine, crepacci secchi, polvere che il vento spostava da un posto all’altro senza motivo. La Paternoster, zoologa, aveva cinquant’anni, occhiali da sole rotondi che le lasciavano due cerchie bianche attorno agli occhi e una giacca a vento verde comprata nel 2003 in una stazione di servizio. Da tre giorni non si lavava i capelli e…


