Una storia vera (ma anche no) su uomini, mele, siti letterari, ex visionari, cetrioli e la Macarena. Ci presentarono come l’ultima coppia disponibile nel catalogo “Amici che non sanno più dove piazzarvi”. «È perfetto per te», dissero. «Perfetto per cosa?» «Per quei momenti in cui finisce la birra e non…
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L’Uomo che voleva la mela cubica
I cari morti
(a Gabriele Galloni) nei tuoi versi i cari morti si cercano e ci cercano o forse di noi fanno a meno ché hanno già negli occhi le radici della luce – quelle a noi nascoste d’insondabile mistero 2.3.24
Primavera
mattina sul lago: si spalma sugli occhi la luce intonano melodie uccelli di passo è un fremere di gioia la pineta 26.2.24
C’era una volta
C’era un c’era una volta che parlava con un “ci sarà una volta”. Il “c’è” non partecipava al confronto: aveva delegato il suo vice, “non c’era una volta”, a giustificare il presente, che, in fondo, era l’unico autorizzato a parlare. By Marco Saya
Il soliloquio dei muscoli
C’è un’ora esatta tra il cono stanco di un lampione e la prima crepa dell’alba – in cui la città disinnesca i denti, smette di masticare metallo e il traffico si assottiglia fino a diventare memoria. In quel vuoto senza attrito il cuore non batte: insiste. È un codice Morse cieco contro il muro del petto, un urto…
In un corpo preciso
Non mi sono mai persa. Ho sempre saputo dove mettere le cose, anche quando non sapevo dove mettere me. Misuro, controllo, verifico come se il mondo fosse qualcosa da mantenere in equilibrio più che da vivere. Ci sono giorni in cui ogni gesto è esatto ma niente è vero. E…