Un poeta che odiava le regole. Quelle della grammatica, quelle della società e, soprattutto, quelle dei movimenti artistici quando cominciavano a prendersi troppo sul serio. Fu vicino al surrealismo, ma non abbastanza da farsi mettere il guinzaglio da André Breton, il “papa” del movimento. Prévert aveva un talento speciale per stare dentro le cose senza inginocchiarsi davanti a nessuno.…
Jacques Prévert: il poeta che non aveva voglia di fare il poeta
Più di te vivranno gli alberi
Cresco a stenti cercando i tuoi coltelli ma piu’ di te vivranno gli alberi e le pianure che mi vedranno morire tra gli scatti della glottide e uno sguazzo di pianto. Basterà un fiammifero fragrante a rallegrare questo oscuro albergo d’ire? Ancora non so se fosti festa o macelleria
Il custode di Ammaniti: adolescenti, mostri e caldo siciliano.
Ci sono scrittori che cambiano pelle a ogni libro, e poi c’è Niccolò Ammaniti, che da anni continua a esplorare più o meno lo stesso territorio: ragazzi inquieti, adulti sbagliati, famiglie mezze rotte, desideri storti e quell’aria da fine estate italiana dove sembra sempre che stia per succedere qualcosa di poco salutare. Ne Il custode ci ritroviamo in Sicilia,…
L’Arte di Cadere Dentro
Chiedo il dono dell’imperfezione, la bellezza del vaso che mostra la colla. Non voglio la linea retta, il marmo statico, ma il tremolio della fiamma che non sa dove andare, la santa mutevolezza dell’acqua che cambia forma per sete, per pietra, per abisso. Sia mia la grazia di un passo che esita – quell’incertezza che è l’unica prova del…
Ogni scrittore lascia impronte digitali nei suoi testi?
Inevitabilmente ogni scrittore lascia impronte “digitali” nei suoi testi Vi sono poeti, scrittori che li riconosci dopo poche righe, anche senza sapere esattamente perché. Non è solo una parola particolare o una frase brillante: spesso è il ritmo, quel modo tutto loro di far scorrere la frase, di allungarla, spezzarla, farle cambiare direzione. A volte è una virgola messa…
Il perimetro del “forse”
C’è una porta che non ho mai aperto eppure so come è fatta. Non ha maniglia, solo una superficie fredda che non restituisce risposta. Dietro, le versioni di me che non ho scelto. Non sono perdute. Restano lì. Non fanno rumore ma insistono. Ogni tanto mi fermo davanti a quel limite senza toccarlo. Come si guarda qualcosa che potrebbe…
Tra le braccia..ancora un poco
Dopo che fu’ immediatamente calato lo tenni tra le braccia ancora un poco. Imbronciata con la carne in girotondo non gli chiesi avvelenata altre premure. Tra rossi rosari nessuno mi rese ragione e di quella disperata bega conservo senso odiato. Senza orecchie e fiorita, forse impigliata nel lato debole, forte dei forse per le piccole finestre, forse delle sue…
Alda Merini:Corpo, ludibrio grigio
Corpo, ludibrio grigio con le tue scarlatte voglie, fino a quando mi imprigionerai? anima circonflessa, circonfusa e incapace, anima circoncisa, che fai distesa nel corpo? (da “La Terra Santa” 1984) Questa poesia di Alda Merini è brevissima, ma dentro ha un conflitto enorme: quello tra corpo e anima, desiderio e trascendenza, carne e coscienza. E lo fa senza eleganza…
Mala tempora currunt
“tutto sbagliato tutto da rifare” da qualche parte c’è sempre una perdita come in borsa se l’ago oscilla sul versante di vacche magre 24.2.24
D’un oltretempo
di cose sconnesse senza capo né coda questi dormiveglia per fatue ispirazioni trattengo d’alfabeti perle d’acqua una barca di carta su onde dipinte tiene il mare aperto dei sensi complice è una luna bislacca s’uno scenario d’oltretempo 18.2.24











