Scrivere senza follower: il valore del lavoro che non si vede
Attualità letteraria

Scrivere senza follower: il valore del lavoro che non si vede

C’è chi scrive da qualche parte, e non ha follower perchè mai aperto un social.

Ogni mattina si siede, fa il suo lavoro e lo rimanda nel mondo. Non ha follower: ha clienti, non ha engagement ma  persone che tornano.
Internet non è un luogo solo. C’è quello che vediamo tutti: social, numeri, visibilità, contenuti costruiti per attirare attenzione. E poi ce n’è un altro, meno appariscente, dove le cose non vengono esibite ma semplicemente portate avanti.
È lì che si trovano spesso i lavori più solidi: testi che continuano a essere letti nel tempo, prodotti piccoli ma utili, comunità ridotte ma vere. Niente clamore, nessuna recita continua, nessun bisogno di trasformarsi in personaggio
niente  mondo segreto, né scorciatoia oerchè richiede pazienza, precisione, costanza, ma soprattutto è una scelta: smettere di costruire per essere visti e iniziare a costruire qualcosa che funzioni davvero.

Il problema è che il rumore si nota subito il lavoro silenzioso no.

Voi cosa ne pensate?

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