La Mori Industries era leader del settore funerario e produceva le EcoAeternitas Deluxe, considerate il futuro delle sepolture sostenibili.
Si trattava di bare ecologiche, ecosostenibili e biodegradabili, dotate di eleganti fregi dorati, cornici leggere e maniglie decorative a basso impatto ambientale. Sul catalogo campeggiava il motto: Pulvis es et in pulverem reverteris.
Nonna Triplonia, dopo averne osservata una sotto la pioggia, aveva tradotto la frase in modo più semplice: «Questa si scioglie.»
Il rappresentante della Mori Industries preferiva dire che il prodotto tendeva a “reintegrarsi nell’ambiente”, e questa era un’ottima cosa. Infatti, in caso di pioggia, i fregi dorati cominciavano a gonfiarsi, le cornici a staccarsi e le maniglie a perdere colore e convinzione. Qualunque altra impresa avrebbe restituito la merce, ma non Nonna Triplonia, che aveva fiutato l’affare.
La gente voleva l’ecologico?
La gente pagava per l’ecologico?
Detto fatto.
Il problema non era la bara, casomai la pioggia. Per prima cosa fece adottare robuste cinghie nere da trasporto: passavano sotto il feretro affinché le maniglie continuassero a svolgere egregiamente il proprio ruolo ornamentale, almeno per un certo lasso di tempo. Poi istituì il “Protocollo Pluviale Eco”. Nei giorni a rischio precipitazioni, sei robusti portatori in nero avrebbero accompagnato il “caro estinto” muniti di grandi ombrelli neri. Li impugnavano ora nella mano sinistra, ora nella destra, seguendo le raffiche e le intenzioni del cielo.
Purtroppo gli ombrelli proteggevano soprattutto la parte superiore della cassa; i lati restavano vulnerabili. Fu allora che la matriarca nominò Igor il Boia Custos Feretrorum.
Da quel giorno, lui partecipò a ogni funerale: dopo il prete, dopo i portatori, dopo gli ombrelli, con il suo secchiello argentato e un pennello. Dentro ci teneva colla, cartapesta e materiale per le riparazioni urgenti.
Appena un fregio si staccava, il Custos Feretrorum interveniva con uno slap.
Una cornice cedeva? Slap. Slap.
Compariva una crepa sospetta? Slap. Slap. Slap.
Con il passare del tempo il Protocollo Pluviale divenne sempre più sofisticato. Le precipitazioni venivano classificate in cinque categorie:
- Pioviggine
- Pioggia moderata
- Pioggia intensa
- Nubifragio
- Tornado
A ogni categoria corrispondeva una diversa velocità di avanzamento del corteo funebre. In caso di pioviggine si procedeva con tranquillità; di pioggia intensa con decisione; di nubifragio o tornado, si correva e basta. I portatori consultavano le previsioni meteorologiche con la stessa attenzione con cui altri consultano le Sacre Scritture. In caso di allerta rossa, accelerava anche il prete.
La Repos Mortuorum divenne famosissima per l’organizzazione impeccabile delle proprie cerimonie, il dolore veniva rispettato, la liturgia pure. Tuttavia, anche in caso di sole a picco, era considerato opportuno non indugiare eccessivamente perché, dopo una certa soglia temporale, la biodegradabilità del prodotto tendeva a manifestarsi con entusiasmo crescente.
A perdere troppo tempo si rischiava di ritrovarsi al cimitero con una bara “ristretta” sensibilmente diversa da quella partita, magari con una scarpa o una mano del defunto ben in vista.
Per fortuna il sistema funzionava quasi sempre.
I parenti piangevano… ma lontano dal feretro.
Le vedove singhiozzavano… a debita distanza.
I nipoti si asciugavano gli occhi… con prudenza.
I sei ombrelli oscillavano sotto la pioggia e le tre cinghie tenevano insieme il tutto.
Igor era una garanzia: seguiva il corteo con il secchiello e il pennello e il defunto arrivava a destinazione, quasi sempre intatto, che, secondo Nonna Triplonia, era il minimo sindacale.
Segue: I De funebris e il viaggio premio in Tibet
La Famiglia De Funebris non è solo un insieme di personaggi. È una genealogia deviante, una saga poetico-burocratica ambientata in un Camposanto dove si lavora con rigore, si scrive con sarcasmo e si commenta da soli sotto falso nome.
Triplonio – becchino, poeta mancato, autocommentatore seriale – ne è l’erede più incerto.
Lavora nell’agenzia funebre di famiglia, la celebre Repos Mortuorum, sotto la direzione inamovibile di sua nonna Triplonia, matriarca dal gonnellone severo, il latino affilato, il greco antico alla bisogna e l’età incerta
Attorno a loro ruotano Igor il Boia, servo, collaboratore taciturno e minaccioso, e altri spettri tragicomici dell’era virtuale, cugini e parenti vari.
Per comprenderli non serve conoscere tutto: basta avere un po’ di ironia, un debole per gli epitaffi e un’anima multipla.
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