Rosellina Archinto pioniera dell'editoria per ragazzi
Attualità letteraria

Addio a Rosellina Archinto pioniera dell’editoria per ragazzi

Rosellina Archinto diceva di voler fare «libri prima di tutto belli».

Detta oggi sembra quasi una frase ovvia, ma negli anni Sessanta, quando Rosellina Archinto cominciò a occuparsi di editoria per bambini, tanto ovvia non era.
Lei stessa ricordava un mondo fatto di «bambine ricciolute» e «testi mielosi», libri che spesso sembravano pensati più per tranquillizzare gli adulti che per incuriosire davvero i bambini.

Rosellina Archinto è morta a 93 anni a Santa Margherita Ligure, davanti al mare della sua Liguria. Era nata a Genova nel 1933, ma Milano sarebbe diventata la città dove avrebbe vissuto e lavorato per gran parte della sua vita.
Studiò Economia all’Università Cattolica, nel 1958 sposò Alberico Archinto Rocca Saporiti, con il quale ebbe cinque figli, e per quarant’anni fu compagna di Leopoldo Pirelli.

Una vita inserita pienamente nella buona società milanese, certo, ma limitarsi a questo significherebbe raccontare poco di lei.
La svolta arriva soprattutto dopo un periodo trascorso a New York, dove la Archinto entra in contatto con un modo diverso di pensare l’editoria per l’infanzia. Tornata in Italia, nel 1966 fonda Emme Edizioni dove la M richiama il suo cognome da nubile, Marconi.

L’idea era abbastanza chiara: smettere di considerare il libro per bambini come una specie di prodotto minore.
Rosellina Archinto voleva libri curati nella grafica, nei colori, nelle immagini, nella carta, ma anche nei testi. E soprattutto non sembrava avere molta voglia di trattare i bambini come lettori a cui bisognasse semplificare tutto.

Nel catalogo di Emme entrarono Bruno Munari, Enzo e Iela Mari, Emanuele Luzzati, Flavio Costantini, ma anche autori e illustratori stranieri come Leo Lionni, Maurice Sendak, Tomi Ungerer ed Eric Carle
Oggi sono nomi conosciuti e celebrati, all’epoca, però, scegliere quel tipo di illustrazione e quel tipo di libro era molto meno scontato di quanto possa sembrare adesso.

Tra i titoli pubblicati c’era anche Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni: due macchie di colore, praticamente, eppure sufficienti per raccontare amicizia, trasformazione, identità.

Niente bambine ricciolute, appunto.
Quello che colpisce, guardando oggi il lavoro della Archinto, è forse la fiducia che dava ai bambini. Non sembrava partire dall’idea di dover spiegare loro il mondo pezzo per pezzo, semmai cercava di mettergli davanti qualcosa di interessante e lasciava che facessero il resto.

Non tutti presero sul serio il suo lavoro la Archinto raccontò che qualcuno, nell’ambiente editoriale milanese, considerava i suoi volumi poco più che «libretti» pubblicati da una signora benestante che aveva trovato un passatempo.

E invece andò avanti.
L’esperienza di Emme Edizioni terminò negli anni Ottanta, poco dopo, nel 1985, Rosellina Archinto fondò la “Casa Editrice Archinto”, questa volta rivolta agli adulti e con un’attenzione particolare per lettere, carteggi e testi di scrittori e intellettuali.

Nel catalogo comparvero autori come Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Ludwig Wittgenstein, Salvatore Quasimodo, Luigi Malerba e Truman Capote.
Nel 2003 la casa editrice passò al gruppo RCS. Dodici anni più tardi, quando aveva ormai 82 anni, Archinto decise di ricomprarsela.

Non è male come dettaglio biografico.
Nel frattempo era tornata anche ai libri per bambini. Nel 1999, insieme alla figlia Francesca, fondò “Babalibri”, in collaborazione con la casa editrice francese L’école des loisirs.

Babalibri sarebbe poi diventata uno dei marchi più conosciuti dell’editoria italiana per l’infanzia, continuando in buona parte proprio quella strada aperta anni prima da Emme.
Rosellina Archinto partecipò anche alla vita culturale e politica milanese, nel 1990 fu eletta in Consiglio comunale come indipendente nelle liste del Partito Repubblicano Italiano e presiedette la Commissione Cultura fino al 1993, fu vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova, fece parte delle giurie del Premio Strega e del Premio Bagutta e nel 2015 ricevette la Legion d’Onore francese.

Si potrebbe continuare con incarichi, nomi e riconoscimenti, ma probabilmente la parte più interessante resta quella iniziale.
Una donna che negli anni Sessanta guardò i libri per bambini che circolavano allora e pensò, più o meno: si può fare di meglio.

E cominciò a farlo.
Forse oggi ci sembra normale entrare in libreria e trovare albi illustrati belli, strani, ironici, essenziali, qualche volta persino spiazzanti, normale, però, non lo è sempre stato e Rosellina Archinto ha parecchio a che fare, con il fatto che oggi lo sia.

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