Il tramonto addosso

Acqua d’oro tiepida alle caviglie, e
il tramonto addosso.
Poi l’ho vista.
Ferma, nel riverbero.

Capelli biondi, lunghi, pesanti
sulle punte dei seni.
Si è girata appena.
Un attimo soltanto.

La massa si è aperta – sotto,
il bianco della pelle.
Poi di nuovo giù, nell’oro.

Sono rimasto a fissare il cerchio
dove era successo.
Non si è girata mai.

In albergo Sandra allo specchio.
Le mie mani sulle sue spalle.
Lei si appoggia.
Io resto fermo.

Avevo ancora negli occhi
quello strappo di luce.
Poi basta.
O quasi.

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  1. Un frammento che vive di scarti di luce e di assenza.
    La scena marina apre un varco: un’apparizione che non si compie mai davvero, e proprio per questo resta.
    Il contrasto tra il bagliore sospeso dell’incontro mancato e l’intimità opaca dell’albergo crea una frattura emotiva sottile, quasi dolorosa.
    Tutto si gioca nel non detto, nel gesto trattenuto, nel “quasi” finale che continua a bruciare.