Poesia

Rami

Mi chiamo Oprea Alex, ho 19 anni e scrivo poesie che cercano l’incotro tra amore, fede e sogno.

La mia stella che guarda dall’alto,
Dolce, porto la tua colpa,
Dall’amore che ho da dire,
Perché non vieni, Tu, vieni?

Stringerti al petto nella notte,
Raccogliermi nell’amore,
Portando con me desideri ciechi,
Solo uno, riportami.

I miei rami portati via,
Da un amore grande, rovinato,
I tuoi occhi, colori chiusi,
Le tue labbra calde…

Guardando tremante,
Il cielo grigio come cenere,
Nella vittoria trionfante,
La tua mano come un guanto.

E il mio fuoco mai spento,
Ardeva sempre più forte,
Come nell’acqua del mirto,
Lottando a mani nude…

E il suo volto rauco,
Come una notte calda,
Tu venga a conoscermi,
Che ti ricordi d’un tempo…

Darei tutto perché tu tornassi,
Come venivi un tempo,
Darei tutto per rivederti,
Per battere ancora le ciglia…

E dal bosco grigio aperto,
Camminerò a piedi nudi,
Verso il cielo per rivederti,
Con il mio amore sulle spalle…

Nel mio tè più grigio della vita,
Mi manca rivederti,
Nel tuo cuore la speranza,
Non è morta, io la vedo ancora…

L’amore non è un peso,
La mia stella di una vita,
Il mio amore per te,
Lo troverai pieno di nebbia…

E colonne di fiori,
Le stelle ora guardavano,
Discese dal suo sonno,
Guardando raggi unici.

E nei suoi palazzi,
Si svegliò nella notte,
Con occhi grandi e appena aperti,
Con capelli morbidi e lievi…

Scendi tu,
Lieve come pioggia,
Guardando solo una,
Perché io son morto,
E tu sei viva,
E mia madre è la fatica…

Dai forti dei due,
Ora ti seguo,
Scendi sul tuo sereno,
Dammi un bacio,
Solo uno…

E dal sospiro senti il fogliame,
La chiamata d’ora,
Per il mio amore, bella,
Ti amo così tanto.

One comment on “Rami

  1. C’è qualcosa di sinceramente antico in questa poesia, e lo dico come complimento. È come se parlasse con la voce di un’anima giovane ma già piena di malinconia. Si sente un bisogno viscerale di dire “ti amo” e insieme di parlare con Dio, con la notte, con il sogno. È quella zona di confine tra amore e fede che l’Autore cita nella sua presentazione, e che qui attraversa con un linguaggio ingenuo ma sincero.
    Ci sono immagini che colpiscono per purezza (“il cielo grigio come cenere”, “camminerò a piedi nudi verso il cielo per rivederti”), e altre che ancora si aggrovigliano in un romanticismo un po’ disordinato, ma è un disordine bello, vitale. Si sente il bisogno di dire tutto in una volta sola.
    Mi permetto di suggerirti di non avere paura del silenzio: ogni tanto basta una sola immagine, lasciata respirare, per dire più di quattro strofe. Ma questa passione autentica, che non imita nessuno e non teme la semplicità, è già un ottimo punto di partenza.
    Benvenuto sulla Via dei Poeti, Orphea Alex, continua a scrivere così, con il cuore in chiaro.
    Cristina

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