La mia bocca è
una stanza chiusa.
Lui mi obbliga a sorridere
mentre mi cadono tutti denti.
Mi ha regalato un cappotto rosso
rosso per l’inverno
ma è troppo stretto
per i miei respiri
Con gli stivali di fango
l’odore del piombo addosso
diceva sei mia,
come fossi cibo,
come fossi un osso.
Io ascoltavo muta,
inchiodata all’aria,
falena dentro una teca e
tanti spilli nel cuore
E poi un NO!
sussurrato troppo forte.
Un gemito. Una scheggia.
Un nome…
e fu la fine.
*Poesia dedicata alle vittime di violenza domestica
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