Ispirato da Essere e Tempo di Martin Heidegger
Non abbiamo più tempo per sentire
Impegnati nel produrre
Nel far funzionare
Nel risolvere
Ma quanti anni, mesi, giorni
Abbiamo ancora da percorrere?
Eh si, la luce fa paura
Meglio stare all’ombra
Meglio non pensare
Ma prima o dopo arriverà il conto da pagare..
E cosa ci ritroveremo a raccontare?
Che eravamo immersi in un apparato di sistema che misurava solo la nostra efficacia..
E che non c’era spazio per pensare
Non c’era spazio per sentire
Non c’era spazio per amare
È anche vero che sarebbe toccato a noi desiderare
Sarebbe toccato a noi saper amare
Ma come si fa desiderare se non ci possiamo più annoiare?
Con quest’idea in testa del “chi si ferma è perduto”
È perduto chi non sa,
Chi corre senza sapere dove andrà
E` perduto chi disincantatamente crede che un’altra vita ci aspetterà
E che c’è tempo per odorare la terra
Per assaporare il mare
Per dirsi ti amo
Per ascoltarsi nel baccano
” Possiamo misurare il tempo, o Possiamo essere il tempo”
Incarnandolo di vocazione
Di desiderio
Di ardore.



One Comment
Cristina
Ho apprezzato il modo in cui hai trasformato una riflessione sul tempo in un percorso poetico.
Alcuni passaggi, soprattutto quelli dedicati al desiderio e al tempo vissuto, hanno una buona forza evocativa.
Grazie della condivisione 🙂