Mi sveglio ancora
nella tua voce, amor mio,
nel richiamo della memoria
dove il ricordo s’è fermato
come un nido sul davanzale.
Respiro il silenzio di quella luce
– a filo teso –
tra le vene dei rami
e le foglie.
E tu ritorni.
Al taglio del tramonto
mi accarezzi in uno sguardo,
mi saldi dentro il petto.
Nel crepuscolo d’inverno,
sotto una luna
che imbianca la pelle,
mi scaldi le mani.
E passiamo ore lente
ad ascoltare
il ticchettio delle foglie cadute
che ricuciono piano
i passi dell’andata.
Mi sveglio ancora
nel richiamo della tua voce, amor mio,
ma l’estate ormai
è solo un’ombra
che s’infrange sul cuore,
sospesa in solitaria
tra i colori
d’un ciliegio in fiore.
Luglio 2018
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