Poi, come ogni sogno che si rispetti, col tempo si trasformò in incubo digitale: una specie di social per chi non ce l’aveva fatta, dove il potere non stava nella redazione (che era più un concetto astratto che una realtà tangibile), ma nel numero di alias e nella capacità di insultare in versi, rime o commenti.
Altro che scambi di idee: risse vere ve proprie, con versi che sembravano usciti da un karaoke di Dante ubriaco.
Il suo passatempo preferito?
Il motivo?
Una chat privata, nascosta ma a disposizione dei soli iscritti.
Geniale!
Poi arrivò la svolta: il sito, prima gloriosamente gratuito, diventò semi-free. Che in gergo tecnico significa “ti facciamo credere che sia gratis, ma ti vendiamo anche l’aria che respiri”.
Le opzioni per gli utenti iscritti erano degne di un quiz esistenziale:
- Iscritto Free: potevi solo guardare. Non scrivere, non commentare, non esistere. Ma “invitato” a cliccare sulla pubblicità, che è come dire “puoi tossire, ma solo se paghi il fiato”.
- Iscritto Standard: lasciando nome, cognome, tessera sanitaria, impronta del mignolo e telefono, potevi pubblicare due testi a settimana, un commento ogni plenilunio, e usare la “famosa chat” che però svalvolava ogni 20 giorni, come un matusa in discoteca + punti ad accumulo per ottenere “cazzatelle” virtuali del tutto inutili.
- Iscritto Plus: per soli 40 euro, ti regalavano l’illusione di essere un Autore. Font calligrafici, sfondi effetto cartapecora medievale, 20 immagini da allegare ai post e i famigerati punti da conservare come le figurine Panini. Ma i banner restavano, enormi, lampeggianti, ovunque, come un rave party per galline.
Passarono i mesi e pure qualche anno, ma nonostante “l’immane” sforzo fatto, su Alidigallina regnava l’anarchia piu becera.
Dito medio, ormai in piena crisi di pecunia e in preda a metamorfosi da admin a televenditore, urlava in MAIUSCOLO: «Con solo 40 euro, signorrrri e signorrrre, vi regaliamo un mondo di lusso digitale! Non pagate? Egoisti! Tirchi! Pidocchi! Approfittatori! Scrocconi! Vandali!»
Gli utenti reagirono con la compostezza di un pubblico al concerto dei Måneskin:
- Sylvia P., poetessa ottuagenaria con unghie alla Wolverine, tuonò: «io sono standard e me ne frego dei Plus. Il Comic Sans è la mia arma. Vi distruggo con la mia cultura quando e come voglio!»
- Kamikaze Kid, maestro del copia-incolla, gridò: «Io sono iscritto plus e voglio i gattini travestiti da topi! È arte! ..io Pago!»
- Il sig. P., collezionista di alias free e standard, disturbatore seriale e consumatore compulsivo di viagra, esultò: «Posso insultarVi e insultarMi da solo! È come il Natale in famiglia!»
- Juppidu, l’unico con un neurone ancora attivo, scrisse: «Con il Plus avrei: 6 Font. 20 Immagini. Commenti illimitati. Apperò… cosi rischio la diarrea verbale.» Poi chiuse il blocco note e si disconnesse per sempre.
- Robertino, utente Free, piagnucolò nel vuoto cosmico. Nessuno lo ascoltò. Nessuno lo lesse. Forse non era mai esistito.
Per risolvere il caos, l’Admin ebbe un’idea luminosa: un “referendum” in stile sovietico. Su pagina verde pisello e con font Bauhaus ubriaco, 4 domande chiarissime. Il sondaggio citava piu o meno cosi’…
Come cambieresti il funzionamento di AliDiGallina al fine di evitare i doppi iscritti e le diatribe tra gli autori?
- Solo i Plus dovrebbero poter commentare (perché pagano).
- Solo i Plus dovrebbero poter pubblicare (idem c.s.).
- Solo i Plus dovrebbero poter cancellare i commenti che non gradiscono (ovvio).
Se scegliete di lasciare tutto com’è, non mi scassate gli zebedei un minuto di piu! (adatto ai masochisti digitali).
Geniale: Gli standard e i Free verrebbero vaporizzati (ma democraticamente!) i Plus pagerebbero per auto-moderarsi a vicenda.
Ti hanno lasciato un commento senza un bravo, bene, bis?
Sei un iscritto Plus ora e con un szack, lo cancelli. Ora Puoi!
Gli utenti reagirono come da copione:
- I Plus applaudirono, felici ma inconsapevoli di essere stati fregati con stile
- Gli Standard insultarono i plus in rima, sperando in una rivoluzione gratuita.
- I Free sparirono in massa, ma nessuno se ne accorse.
Il sondaggio fu un flop, un giro di giostra ubriaco.
Votarono solo i Plus più ingenui, e pure controvoglia.
In fondo, Alidigallina.ip era come tamti altri siti lasciati a loro stessi: un posto dove tutti volevano essere cigni, ma finivano immancabilmente per azzuffarsi.
Dove la forma si travestiva da contenuto e il contenuto si faceva selfie con la forma. Dove ogni quaglia sognava di volare, ma finiva per sbattere contro il muro dell’indifferenza digitale, ingrassando le tasche del webmaster.




7 Comments
osrevortnIntroverso
Hahaha che ti adoro te lo avevo già detto? 😀 beh confermo e sottoscrivo sempre più! ❤️
Cristina
Ciao Tiz, si e saputo poi com’e finita con il sondaggio?
Giovanni
no va beh 🙂
Alma Gjini
Mamma mia Cristina, sto ancora ridendo con le lacrime! Questo testo è una fotografia talmente spietata, esilarante e vera dei vecchi forum che mi sembra quasi di averlo pagato io quel maledetto abbonamento “Plus”! Il “karaoke di Dante ubriaco”, la muffa sulla baguette e la democrazia in stile sovietico di Dito Medio sono colpi di genio assoluti. Te lo dico con una sincerità disarmante: hai una penna satirica che è un gioiello. Saper raccontare il degrado umano del web con questa ironia tagliente e questo ritmo travolgente è da veri maestri. Hai un’arguzia pazzesca… praticamente sei la regina indiscussa del pollaio digitale
Cristina
Grazie Alma. Praticamente ho raccontato la versione “divertente” ma reale di un sito letterario (alidicarta) dal quale scappai mesi fa. Dito medio esite, ed è piu reale di quanto si possa mai immaginare. Se ti va di sorridere ancora il mio alias è Miu. Li praticamente, c’è la cronistoria di tutto quel mio bizzarro percorso.:-)
Alma Gjini
Ah bene, mi sono iscritta tipo dieci giorni fa, perchè l’altro sito dove scrivo da anni ha problemi con il server 🙂
Cristina
sono sicura sarai più fotunata di me 🙂