…e che poetessa
Sabrina lavorava in un negozio di detersivi o come parrucchiera, a seconda dei contratti proposti dal Centro per l’Impiego.
Viveva da sola in un bilocale con tende lilla e una moka da due tazze.
Non usciva molto. Diceva che la solitudine era uno “stato creativo”.
Aveva avuto un compagno, una volta.
Non cattivo. Solo silenzioso.
Se n’era andato dicendo: “Non capisco se sei triste, poetica o ambedue le cose.”
Sabrina non l’aveva più sentito.
Ma la sua tazza con su scritto ” sei il mio coccolone” era ancora lì.
Di sera scriveva su un quaderno a spirale.
Parole vaghe. Lacrime metaforiche.
Una volta scrisse:
Piove solo dentro
quando apro il cuore
senza ombrello.
Un giorno come tanti, digitò su Google: “come farsi pubblicare gratis sopratutto se pensi di essere sei un genio”
Scoprì VersiLiberi.com.
Lo slogan diceva: “Ogni emozione merita un verso. Anche il tuo.”
Cliccò su “registrati”.
Provò con l’alias SilenziodiSabrina.
Poi cancellò.
Guardò fuori dalla finestra. Stava piovendo. Le venne in mente: Neve. Bianca, fragile, poetica.
Scelse SilenziodiNeve.
Da quel momento Sabrina esisteva solo sul contratto delle bollette. Tutto il resto era SilenziodiNeve.
Pubblicò subito tre poesie:
- -Piango in una nuvola
- -Vetri rotti nel cuore
- -Ali di vento nella notte
Nel giro di un’ora ricevette il primo commento: “Emozioni fortissime. Ti seguo.”
Tremò di piacere.
In una settimana caricò ventisette poesie.
Tutte diverse, ma profondamente uguali.
Usava sempre le stesse parole: silenzio, vento, anima, lacrima, e alle volte… vetro.
Solo l’ordine cambiava.
Fu premiata con il badge Creativa Instancabile.
Postò lo screenshot su Facebook con la didascalia: “Quando la poesia ti riconosce e ti premia”
Poi arrivò la notifica che cambiò tutto: “Il tuo stile è stato notato! Partecipa al Premio Internazionale Emozioni di Luce nella Memoria Poetica dei Cuori in Fiore!”
Pagò la quota con carta prepagata.
Invio ufficiale: una poesia scritta di getto.
La poesia inviata al concorso:
Quando il vento…
Quando il vento
mi ha ascoltata
ho smesso di gridare
ai muri.
Ora bisbiglio alle foglie e
mi rispondono
senza giudizio.
ah! l’amore
Tre settimane dopo, ricevette un’email.
Menzione d’Onore per Intensità Emotiva. Allegato: attestato in PDF, con sfondo rosa confetto, font calligrafico, e il suo nome scritto enorme: Neve.
Neve pianse. Di gioia.
O almeno, così scrisse nella sua poesia successiva: Piango per un’onorificenza/ che non ho mai toccato/ ma che sento dentro.
Da lì, era ufficiale.
SilenziodiNeve era obiettivamente una poetessa.
Una vera poetessa con la P maiuscola
E da quel giorno scrive. Scrive sempre. Scrive tutto.
Le parole sono ventose, le emozioni sempre liquide, le metafore riciclate ma rinate.
Ogni verso è un’eco.
Ogni commento è conferma.
Ogni “bellissima” è verità poetica in formato emoji.
Non importa se le immagini si ripetono. Lei esplora i cerchi interiori che si somigliano.
Non legge altri poeti. Perché se li leggesse… potrebbe scoprire che qualcuno ha già detto tutto questo. Con meno vento. E più sostanza.
Così continua.
Poetessa. Con la P. Maiuscola.
Anche se usa minuscole ovunque per sembrare più fragile.


