Ricordo ciò che dice
il mio uomo Ulisse.
Venti anni son passati
da quando ci siamo lasciati.
Io svolgo il velo
nel nostro freddo castello.
Questi uomini sull’isola
aspettano una risposta.
Che vogliono da me?
Io aspetto il mio re.
E mentre aspetto,
svolgo ancora questo velo
nel nostro vuoto castello.
Io sono disposta
ad aspettare per te
fino alla fine di tutto,
fino alla fine di me.
E mentre aspetto
(e dicono: “Guardala!”),
io svolgo il velo
nel nostro immenso castello.
By Matt Ferraz
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One Comment
Cristina
È un testo lineare, che restituisce bene la monotonia e la devozione dell’attesa di Penelope attraverso ripetizioni e immagini ricorrenti.
La scelta di ambientarla in un “castello” anziché in un contesto greco accentua il tono fiabesco e universale, rendendola più figura simbolica che storica.
Il coro implicito (“Guardala!”) aggiunge movimento e sguardo esterno, spezzando la solitudine.
Potrebbe guadagnare in profondità se il gesto dello “svolgere il velo” venisse legato anche a emozioni o ricordi, trasformandolo in metafora più ricca.
Complimenti x la scrittura.