Amelia Rosselli non è stata semplicemente una poetessa: è stata una frattura sonora nel silenzio della lingua. Nata a Parigi nel 1930 da genitori antifascisti (il padre, Carlo Rosselli, fu assassinato dai servizi di Mussolini),visse in esilio tra Francia, Inghilterra e infine Italia. Ma l’esilio più profondo fu quello interiore: tra psicosi,dolori familiari e una sensibilità acutissima, Rosselli costruì una lingua poetica che non assomiglia a nessun’altra. Multilingue per destino più che per scelta, Rosselli visse la lingua come un campo di battaglia. Scrisse in inglese,francese e italiano, ma fu quest’ultima la lingua in cui lasciò la traccia più incandescente,…


