Quando la realtà suona più forte della fantasia. Il campanile di Strangolapolli sembrava l’asticella di un termometro piantato nel cielo: bianco gesso, magrissimo, con la punta che pareva un’oliva. Quando un parrocchiano “volava in cielo”, Ernesto detto Nesto il sacrestano e addetto alle campane, si limitava a un tocco breve, quasi svogliato. Due minuti di “dong-dong” funebri, giusto per ricordare a tutti che qualcuno aveva silenziato le notifiche della sua vita per sempre. Quella mattina però, il rito si trasformò in un concerto metal per l’aldilà. Alle otto precise, l’incarnazione del ragioniere Fantozzi (ma con un grembiule liso), premette il bottone…


