poesia haiku giappone
Aricoli

7 cose che forse non sai sugli haiku

poesia haiku giappone

Quando si parla di haiku, quasi tutti pensano la stessa cosa: una poesia breve di 3 versi con 5-7-5 sillabe
Pochi versi, poche parole e magari un pensiero intenso scritto in modo essenziale.
E invece no. O meglio: non basta.

L’haiku è una delle forme poetiche più fraintese in assoluto, proprio perché sembra semplice. La brevità inganna. Fa pensare che basti dire poco per dire bene. In realtà, l’haiku chiede qualcosa di molto diverso.

Ecco 7 cose sugli haiku che spesso non si sanno, soprattutto quando si inizia a scriverli o a leggerli.

1. Un haiku non è una poesia corta

Scrivere poco non significa scrivere un haiku. L’haiku non utilizzano rime.
Esistono moltissime poesie brevi che non hanno nulla a che vedere con questa forma. L’haiku non nasce per stare in tre righe, ma per fermarsi su un istante preciso. La lunghezza è una conseguenza, non lo scopo.

2. Un haiku non nasce accorciando un testo o tagliuzzando qui e là

Un errore comune è prendere una poesia più lunga e “ridurla all’osso”.
Quasi mai funziona.
Un haiku non è una poesia tagliata, ma qualcosa che nasce già essenziale. Se togli parole a posteriori, spesso togli anche il respiro.

3. Un haiku non spiega cosa provi, se soffri o sei felice

L’haiku non serve a raccontare un’emozione.
Non ha un titolo
Non dice cosa senti, cosa pensi, cosa hai capito.
Mostra qualcosa che accade, e si ferma lì.
Se un testo breve spiega, commenta o interpreta, probabilmente non è un haiku, anche se è scritto bene.

4. Un haiku non è una confessione, non racconta niente di personale

Non è un diario in versi.
Non è uno spazio per parlare di sé.
Questo non significa che sia freddo o distante, ma che non mette l’io al centro.
Quando l’io entra in modo evidente, spesso rompe l’equilibrio.
L’haiku funziona meglio quando lascia parlare ciò che accade, non chi lo guarda.

5. Un haiku non usa simboli da decifrare

Un’immagine, nell’haiku, non serve a “dire altro”.
Non rappresenta un concetto nascosto.
Non è una metafora complessa da interpretare.
Se leggendo senti il bisogno di chiederti “cosa significa davvero”, probabilmente non sei davanti a un haiku. L’haiku non chiede interpretazioni, chiede attenzione.

6. Un haiku non cerca di stupire (anche se lo fa)

Parole solenni, immagini cariche, atmosfere enfatiche spesso allontanano dall’haiku.
L’haiku non vuole impressionare.
Non alza la voce.
Non cerca effetti speciali.
Sta fermo, e lascia che sia il lettore a incontrarlo, senza essere guidato.

7. Un haiku è facile o perfetto solo perché è breve

Questo è forse l’equivoco più grande.
L’haiku è difficile proprio perché non permette di spiegarsi.
In tre versi non puoi difenderti, chiarire, aggiustare il tiro.
O ciò che mostri regge da solo, oppure il testo si chiude senza lasciare traccia.

In poche parole

Un haiku NON è…:

  1. non è una poesia corta qualsiasi
  2. non è un pensiero condensato
  3. non è una riflessione emotiva
  4. non è un esercizio di stile
  5. non ha bisogno di un titolo
  6. non e lungo
  7. non è scritto per stupire

Allora, cos’è un Haiku ?

Un haiku è un incontro minimo con la realtà, senza fronzoli e  senza commento.
Un esempio classico di Matsuo Bashō, incentrato sulla natura, mostra la capacità dell’haiku di immortalare un momento:

Vecchio stagno,
un ranocchio si tuffa,
il suono dell’acqua.

Se vuoi saperne di piu leggi la nostra guida a scrivere Haiku

Altre forme poetiche brevi che non sono haiku ma gli somigliano ?

Il tanka, che è più lungo (5-7-5-7-7),
Il  senryū, che pur avendo la stessa metrica 5-7-5, si concentra sull’ironia e sui difetti umani anziché sulla natura

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