Sui letti dell’eternità
non ci sono
nè il fiore della luna,
nè la bella di notte
che fioriscono
nel novembre mite,
ma crisantemi come divinità.
Dolore genuflesso,
lumini perpetui,
catenelle in memorie
d’amore immutabile.
Sui letti dell’eternità
non ci sono
nè il fiore della luna,
nè la bella di notte
che fioriscono
nel novembre mite,
ma crisantemi come divinità.
Dolore genuflesso,
lumini perpetui,
catenelle in memorie
d’amore immutabile.
Un frammento poetico che intreccia il culto dei morti con una dolce malinconia autunnale. Il contrasto tra i fiori effimeri e i crisantemi “come divinità” suggella il passaggio dal transitorio al sacro. L’immagine del “dolore genuflesso” e dei “lumini perpetui” evoca una devozione silenziosa, dove l’amore si fa rito e memoria.
Un novembre mite, ma spiritualmente acceso.