Gli anelli, le mani ed il loro movimento ondulavano sotto i miei occhi;
la maturità, le rughe e l’esperienza… in tutto questo c’era qualcosa di già vissuto.
Care mani senza dolore, senza dolore tremano, ma lo sguardo mi portava là a riveder mani tremanti per il dolore che stavan per compiere.
Il tavolo, la gente e la casa sono comunque amici di mani non dolci.
Mani all’apparenza giuste, pronte ad accarezzar la mia tristezza per farla scomparire e poi,
mani d’amica, di madre o d’amante, mi piacevan comunque perché erano le tue.
Prima, oggi e dopo so che non erano loro.
Mani di salvezza e poi di caduta il mio viso hanno lambito ed ora so che le tue mi cambian lo sguardo
che mi riporta là a riveder mani,
anima e carattere del suo perfetto corpo.
Le Mani
Was this helpful?


Lo leggo come un testo che lavora sulla memoria del gesto più che sull’immagine in sé.Le mani qui non sono decorative: tremano, promettono, ingannano, e portano con sé una storia già vissuta.Il passaggio dal conforto alla caduta è il punto più interessante, perché lascia intravedere una consapevolezza che arriva dopo, non mentre accade.
Forse in alcuni punti il testo sente il bisogno di spiegare ciò che l’immagine aveva già suggerito, ma resta una tensione emotiva autentica, soprattutto quando il corpo sa prima dello sguardo.
Splendida!
Tiziano