Lo spunto della settimana
Leggi, fermati, commenta. I testi vivono meglio quando trovano una voce dall’altra parte.
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La pelle parla
anche quando non voglio ascoltarla.
Parla di desiderio,
di contatto,
di quella strana intimità
che cerchiamo tutti
quando ci sentiamo soli.
Ti sfioro
e sembra niente,
ma è un modo per capire
se tra noi c’è davvero
quel tipo di connessione
che nasce dalla pelle,
dal corpo,
dal bisogno di sentirsi vicini.
Il desiderio non è un fuoco,
non sempre almeno.
A volte è solo un gesto lento,
una mano che aspetta,
un brivido che arriva piano
quando il corpo ricorda
che vuole essere toccato.
E allora resto qui,
a un passo da te,
in questo silenzio
che parla più delle parole.
Un silenzio fatto di pelle,
di emozioni semplici,
di quel contatto umano
che tutti cerchiamo
quando vogliamo sentirci vivi.
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Si sente il tentativo di restare su qualcosa di concreto, e la pelle funziona come filo conduttore. In alcuni punti però scivola verso il generico: se asciughi un po’ e lasci parlare di più i gesti, il testo guadagna forza e resta di più.