Poesia

Il perimetro del “forse” 

la solitudine

C’è una porta che non ho mai aperto
eppure so come è fatta.

Non ha maniglia,
solo una superficie fredda
che non restituisce risposta.

Dietro,
le versioni di me
che non ho scelto.

Non sono perdute.
Restano lì.

Non fanno rumore
ma insistono.

Ogni tanto
mi fermo davanti a quel limite
senza toccarlo.

Come si guarda qualcosa
che potrebbe cambiare tutto
senza averne il coraggio.

E continuo a vivere
nel lato consentito
del possibile.

Con la sensazione
che qualcosa
sia rimasto fuori…

2 Comments on “Il perimetro del “forse” 

  1. Questa poesia mi sembra tra le tue più riuscite, perché conserva il tuo tono asciutto e controllato, ma questa volta lo appoggia a un’immagine molto forte: la porta.
    Non è una porta generica: ha una presenza fisica, quasi fredda, e proprio l’assenza della maniglia la rende ancora più inquieta.
    Non invita davvero a entrare, ma costringe a restare davanti a ciò che non si è scelto.
    Molto efficace anche l’idea delle “versioni di me / che non ho scelto”: qui il testo tocca un punto umano riconoscibile, quello delle possibilità lasciate fuori dalla vita vissuta.
    Il verso più forte, secondo me, è “nel lato consentito / del possibile”, perché contiene bene il senso di una vita che procede, ma entro un confine accettato, forse subito, forse interiorizzato.
    Il testo resta molto pulito, quasi mentale, e proprio per questo forse avrebbe potuto reggere anche un piccolo dettaglio concreto in più.
    Ma nel complesso funziona bene: non spiega troppo, non forza l’emozione e lascia quella sensazione sospesa di qualcosa che continua a chiamare da fuori.
    Complimenti.

  2. C’è qualcosa di molto onesto in questa poesia.
    Non cerca di risolvere niente, sta ferma davanti a una porta che conosce bene e non apre, e in quel gesto immobile dice più di quanto direbbe una spiegazione.
    Le versioni di sé non scelte non sono fantasmi né rimpianti: restano lì, semplicemente, senza fare rumore ma senza andarsene.
    Il verso che rimane addosso è “continuo a vivere nel lato consentito del possibile”, perché tutti sappiamo com’è, quel lato.
    Piaciuta tantissimo.

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