Non mi sono mai persa.
Ho sempre saputo dove mettere le cose,
anche quando non sapevo dove mettere me.
Misuro, controllo, verifico
come se il mondo
fosse qualcosa da mantenere in equilibrio
più che da vivere.
Ci sono giorni in cui
ogni gesto è esatto
ma niente è vero.
E giorni in cui
sbaglio una cifra
e improvvisamente
tutto si muove.
Come se bastasse una deviazione minima
per ricordarmi
che non sono una tabella
ma qualcosa che respira.
La sedia scricchiola
quando mi alzo
come se anche lei
avesse qualcosa da dire
che io non ascolto.
Continuo a sistemare
ciò che funziona già,
perché fermarmi
è più difficile
che correggere.
Eppure, a volte,
quando il silenzio si allunga
e le luci si spengono una alla volta,
mi accorgo
che non è tutto sotto controllo.
Che qualcosa mi sfugge.
E non è un errore.
È me.




