Scesero all’alba, e
l’erba bagnata tremò.
Corpi sottili -fendono il silenzio.
Occhi -schegge – nel cuore del vento.
Tra ossa gelate di radici
fiutano il filo vivo del mondo.
La fame le serpeggia,
acqua di disgelo.
Il suolo si apre.
Cancella le tracce.
Minute -un unico guizzo
trascinano l’inverno nei cunicoli.
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