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Poesia

Tazze

Nei giorni normali
lavo sempre la stessa tazza.

Ha un piccolo segno sul bordo
che non se ne va.

La uso lo stesso.

C’è qualcosa di familiare
nelle cose che restano imperfette
senza diventare un problema.

A volte la guardo
mentre è sul tavolo
e mi sembra
che mi stia aspettando.

Come se anche lei
sapesse qualcosa di me
che io non dico.

E continuo a riempirla,
svuotarla,
riempirla ancora.

Come si fa con le giornate
quando non si vuole pensare troppo
a cosa rimane.

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5 Basato su 2 Commenti

2 Comments

  • Cristina

    Mi piace.
    È una di quelle poesie che sembra semplice ma tocca qualcosa di vero. Il fatto che la tazza “sappia qualcosa di te” è un’immagine che mi è colpito perchè vera, è un modo elegante per dire che gli oggetti quotidiani diventano parte di noi.
    Il ritmo ripetitivo (riempirla, svuotarla, riempirla) funziona bene, rende l’idea di giornate che scorrono senza essere interrogate troppo.
    Forse l’unica cosa che direi è che il verso finale “cosa rimane” potrebbe dire qualcosa di più forte.
    Ma è già molto buono così.

  • Alma Gjini

    Grazie mille Cristina,
    mi ha fatto piacere che tu l’abbia letta così.
    In realtà quella tazza esiste davvero, è la tazza di mia figlia da piccola.
    È rimasta lì, con quel piccolo segno, come se non avesse mai perso il suo posto.
    Forse è per questo che mi sembra che “sappia” qualcosa.
    Alcune cose restano con noi più delle giornate che le attraversano.

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