Dal Nulla
Qual era il regno pria dell’ore e del sole,
quando il Nulla taceva eterno e solo?
Né tempo, né misura, né parole,
né il caso errava nel silente volo.
Né il caos primiero, né l’oscura fiamma,
né il cieco gioco d’atomi e fortuna,
ma un’Intelligenza, che mai non s’infiamma
di tempo o morte, accese la Natura.
E sorse il mondo nell’eterno spazio,
non senza fine in sterminato errore,
ma compiuto nell’arcano suo palagio,
retto da legge e generato Amore.
Poi fra gli astri, nell’immenso mare,
la Terra alzò la verde sua sembianza;
e il germe vivo prese a palpitare
custode d’una sacra somiglianza.
Nel chiuso segno del sottil codice,
ove la vita scrive il suo pensiero,
lessi l’impronta dell’eterna Idea,
che al tutto infuse ordine e mistero.
Così cercai, tra dubbi e fede antica,
la Sorgente che tutto in sé contiene.
Qual sia la meta, ignota ancor si dica:
all’uomo è dato il ponderar; Dio viene.
Pino Conestabile – Addì 16 Marzo 1973
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