Poesia

Lo Spartito dell’Anima

Lo Spartito dell’Anima

Un vecchio maestro aprì la prima porta,
dicendo che il respiro si fa canto;
quella parola in me non è più morta,
divenne luce, fervore ed incanto.

Il legno tra le dita era un sentiero
di note tese, nitide e scandite,
l’assolo si levava nel mistero
mentre le altre funzioni eran sfinite.

Non era l’eco della fredda valle
che torna indietro uguale al suo vagito,
ma un colpo di certezze sulle spalle,
un varco che conduce all’infinito.

Nel nido dei rintocchi più profondi,
laddove la materia si fa trama,
un codice segreto unisce i mondi
e decifra la voce di chi chiama.

E si trasmuta in nebbia senza odore,
un fumo bianco che mi stringe e tiene,
che spegne il tempo e accende lo stupore
scorrendo caldo dentro le mie vene.

La piazza è muta e l’ora è già passata,
ma il canto continua il suo cammino;
la corda interna è stata ormai toccata,
e suona ancora il cantico divino.

Pino Conestabile 1978

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