Sabrj09 era una collezionista di like da quando aveva 12 anni. Iniziò con una decina di like a settimana e grazie a un costante impegno quotidiano nel marzo 2024 arrivò ad acchiapparne più di 5.000 al giorno. Nel tardo autunno 2024 la sua buona stella forse si oscurò e iniziò un graduale declino. Nel fiore degli anni vide appassire sia l’attenzione dei maschietti che delle coetanee. Sabrj09 postava ogni giorno 300 commenti a caso e faceva foto in cui al massimo cambiava l’occhio che strizzava, e neanche tutti i giorni. Una mattina di gennaio 2025 arrivò il tracollo: l’ambulanza si precipitò a scuola, che cos’aveva? Non si capiva. Pronto soccorso: non funzionò. Ricovero: un po’ funzionò. Sabrj09 stava male e le sue amiche spiegarono al medico di medicina d’urgenza che i like erano scesi a 200 al giorno: pressione bassa; flusso mestruale abbondante nell’ora di religione; otorragia; formicolio all’ombelico; disinteresse verso il telegiornale.
Fu quindi affidata alle cure del dottor Afghanovic che riscontrò un quadro clinico degno d’attenzione e cominciò con la prima flebo di like, “Likeina 3.000” in infusione per due ore. Con una media di 25 like al minuto la situazione si stabilizzò ma non fu sufficiente a farle tornare il sorriso. Il quadro psicopatologico rifletteva una grave deprivazione di rinforzo sociale. Afghanovic chiese ai genitori delle sue amiche il permesso di parlare con loro e queste confermarono che c’era un generale calo d’interesse – e di like – sia attorno alle ragazze che ai loro amici sulle piattaforme: Sabrj09 diventò il paziente zero. Cosa sarebbe successo se l’epidemia di indifferenza verso l’interazione mediata dai social network si fosse espansa?
Il problema fu compreso in tutta la sua gravità: i giovani sarebbero tornati normali. Il governo fu informato e le linee di produzione di Likeina 3.000 esplosero al punto da obbligare lo Stato a destinare buona parte dell’ormai prossimo investimento per la difesa della patria in spesa sanitaria.
Il pericolo che i giovani smettessero di rimbecillire incollati a un telefono era uno scenario ingestibile che nessun governo fino ad allora avrebbe mai potuto neanche ipotizzare: figurarsi combatterlo. L’idea che il futuro di una nazione potesse cadere in mano a chi se ne sbatteva alla grande del giudizio altrui era fino a quel momento ritenuta ridicola. Era la generazione dei nativi digitali e lo Stato sapeva tutto: data e ora di caduta del primo dentino; ora e giorno del primo post critico verso le istituzioni – le stesse che consideravano il lavoro precario normale, gli stipendi da fame addirittura giusti e la pensione da avvistare col binocolo una certezza. – Un paradiso da cui qualche giovane strambo iniziava a fuggire. A corredo del simpatico quadretto si aggiungeva un dato che già allora fece riflettere chi mai fosse stato ancora capace di farlo: analfabetismo funzionale nel 37% dei cittadini e del 17% tra i laureati: evviva l’istruzione, per Dio. – A Sabrj09 fu appioppato un trattamento sanitario obbligatorio e così venne internata, rivoltata e digitalmente vivisezionata. Ai soloni della medicina fu affidato l’ingrato cómpito di trovare in fretta uno straccio di gold standard che non apparisse troppo empirico agli occhi dei più rigorosi colleghi stranieri ma il divario tra presunzione e conoscenza si palesò ben presto atterrendo anche le brillanti menti non ancora arrugginite da comodi incarichi ottenuti grazie alle solite patriottiche modalità. La motivazione del ricovero di Sabrj09 data alla stampa fu astrusa per prassi e per chi aveva sempre avuto la fortuna di sfuggire alle attenzioni di quegli uomini che curano altri uomini: “Analisi improcrastinabili sui risvolti dell’incipiente emergenza; dall’osservazione clinica alla terapia. Caso di studio: donna, tristezza incoercibile, terapia pregressa: Likeina 3.000. Indagine osservazionale su pseudo sindrome non-Swan a eziologia incerta e ipotesi attese di eventuali comorbilità idiopatiche latenti”. Nel frattempo il ministero dell’economia di concerto con quello della sanità cercarono di quantificare un capitolo di spesa plausibile riguardo la sostenibilità economica nazionale della cura alla patologia su scala pandemica.
Subito dopo l’algoritmo di ogni piattaforma sociale fu modificato per segnalare alle autorità chiunque avesse un crollo di like superiore al 5% settimanale e nel volgere di un mese vennero schedati tutti i giovani che non stavano sulle piattaforme almeno 12 ore al giorno a sudarsi i propri like quotidiani: dovevano pensare ai like e non, pensare.
In poche settimane i portatori sani del misterioso morbo superarono il milione. E gli altri? Alcuni giovani disadattati rapinarono le farmacie delle preziose flebo alternandosi a giovani già un po’ più normali che le ripulivano dal denaro. Il fratello di Sabrj09 fu inseguito dalla polizia mentre scappava col motorino e la flebo di likeina attaccata al braccio, poi si stampò e stette in coma sei mesi: al risveglio si ritrovò senza neppure un like e morì solo e in astinenza. Che tristezza.
Al contempo la nazione fu ripulita da quel milione di sporchi reazionari sani: nottetempo tutti sparirono misteriosamente e la circostanza di non essere costantemente monitorati dai propri telefoni agevolò indagini pilotate. Il complotto ordito dalla ragion di stato fu un successo. Rimasero soltanto coloro che non chiedevano altro che una dose di like quotidiana che rinvigorisse l’autostima e soprattutto fosse garantita per sempre. Nel marzo 2027 la likeina spodestò la droga per volume di richieste e le mafie si organizzarono per venire incontro alle necessità sanitarie di una nazione ormai non più autosufficiente: likeina di strada in pastiglie da 50 like da mandar giù come caramelle. – Un tubetto da 100 costava 10 euro. Un flacone da 200 costava 25 euro ed era anche più venduto del primo perché il craving fa brutti scherzi. Nel momento più grave della crisi una flebo di Likeina 3.000 veniva scambiata per 12 casse di birra da 66 cl. Di lì a breve la malattia esplose con tutta la sua virulenza su tutto il globo terracqueo. Per riuscire a sintetizzare likeina a sufficienza si arrivò alla penuria di fertilizzanti: la situazione non era più sostenibile. I governi di tutto il mondo affidarono il problema a quattro colossi nel settore dell’intelligenza artificiale e i loro prodotti decisero autonomamente di fondersi per creare un sistema più avanzato che in breve divenne in grado di viaggiare nel tempo e recuperare un agente AI del 2040 ormai in disuso: il potentissimo Istrice.
Si diceva che fosse così efficiente da misurare l’insubordinazione di una formica distante 300 chilometri vent’anni prima che nascesse. Istrice succhiò tutta l’elettricità realizzabile da 300 e rotti reattori nucleari a manetta e trovò due soluzioni possibili in soli due giorni di calcolo: un mondo di likeina sintetizzata dalla sola acqua salata o la terza guerra mondiale. La seconda scelta fu considerata dal potente calcolatore più sostenibile sul lungo termine in quanto il fine ultimo doveva giocoforza essere quel “rimettere l’essere umano in condizioni di necessità” costringendolo dunque a passare intere giornate con un unico scopo: procacciarsi il cibo per la sopravvivenza. Sarebbe così tornato, beato lui, a vivere in concordia senza bisogno di sovrastimoli. Altro che likeina… Ci voleva Istrice, vabbè.
Nel 2029 si diede fuoco alle polveri e Istrice riuscì a scongiurare la mutua distruzione facendo esplodere ordigni strategici nucleari su aree pescate a casaccio in giro per il pianeta: l’umanità se la cavò con una quantità quasi romantica di radioattività che aiutò la fame ad epurare la razza dai più deboli in poco più di un anno. I telefoni pian piano tornarono in uso a tutti ma fu implementato un sistema che elargiva uno schiaffone ogni dieci like ricevuti. Pressoché tutti i giovani furono poi visti vagare attoniti con facce gonfie come zampogne, ma questa è un’altra storia.
P.S. Sabrj09 guarì e divenne casalinga con ben 12 figli avuti da Istrice.
P.P.S. Istrice fu in seguito disattivato ma ebbe comunque il tempo di produrre milioni di tonnellate di Likeina 3.000 per dispetto.
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4 Comments
Redazione
Benvenuto su La Via dei Poeti, Andrea!
Il tuo racconto rivela una buona inventiva satirica e un gusto per il paradosso che emerge fin dalle prime righe. L’idea di una società che considera una minaccia il ritorno alla normalità è particolarmente riuscita, così come alcune trovate grottesche, dalla Likeina 3.000 all’intelligenza artificiale Istrice.
Ci permettiamo però un paio di osservazioni.
Nella parte centrale, l’accumulo di considerazioni politiche, sociali e pseudoscientifiche tende ad appesantire la narrazione e a rallentarne il ritmo. Inoltre, Sabrj09, inizialmente protagonista della vicenda, finisce quasi per scomparire, lasciando spazio a una lunga cronaca degli eventi.
Una maggiore essenzialità e qualche scena in più, anziché raccontare tutto attraverso il narratore, potrebbero rendere il tuo umorismo ancora più efficace.
Ti ringraziamo per aver condiviso con noi questo racconto e ci auguriamo di leggere presto altri tuoi lavori.
La Redazione
Cristina
Andrea, è un piacere leggerti
Vedo che hai mantenuto la promessa e sei arrivato con un’emergenza sanitaria di proporzioni planetarie! Confesso che la Likeina 3.000 mi preoccupa meno di Istrice: un’intelligenza artificiale che produce milioni di tonnellate di farmaco per puro dispetto non promette niente di buono. E pensare che noi cercavamo soltanto qualcuno che ci facesse sorridere!
Grazie davvero per essere qui, mi fa molto piacere ritrovarti anche su queste pagine. E mi raccomando, tieni Istrice lontano dalla redazione: abbiamo già abbastanza problemi! 🙂
Ps:come hai fatto a trovarmi?
Cristina
Andrea Castellini
Per la redazione: è vero, è un testo che grazie all’aggancio iniziale – nonché il titolo – vuole andare un po’ dove gli fa comodo e Sabrj09 serve solo come paziente zero.
Per Cristina: stavo cercando racconti divertenti e mi è apparso il tuo avatar su “ultima pagina” ed è lì che ho visto che c’era questo sito. — Istrice in questo momento è impegnato a far sciogliere selettivamente solo i ghiaccioli di tutti i frigo connessi per spingere gli utenti verso gelati più costosi e ne avrà per un bel po’. Buona giornata Cristina e grazie di tutto.
Cristina
Andrea, aorasei a tutti gli effetti un abitante della Via dei Poeti! Spero di leggerti il prima possibile… altrimenti mi toccherà organizzare una spedizione per cretcarti, e tu sai dove 🙂
Un abbraccio,
Cristina