Nel centro storico di Casanova di Carinola
il tempo cammina piano,
tra vicoli stretti che custodiscono echi
di passi lontani e voci smarrite.
È lì che l’ho incontrata.
Seduta, immobile solo nel corpo,
su una sedia che conosce la fatica,
con il volto inciso da rughe
di stagioni perdute.
Ma erano le sue mani a parlare:
consumate dal tempo,
dita storte che hanno lavorato tanto,
raccontavano storie più delle parole.
E i suoi occhi, profondi e vivi,
accoglievano il mondo senza fretta,
con un sorriso leggero, senza età,
come se la vita avesse scelto
di restare lì, dentro di lei,
nonostante tutto.
In quell’istante
non ero più solo:
mi ha preso per mano, senza toccarmi,
accompagnandomi piano
lungo la strada dei miei pensieri.
A Casanova, tra pietra e silenzi,
ho capito che il tempo
non è solo ciò che passa:
resta,
nello sguardo
e nelle mani che hanno vissuto.
M.



Una poesia che coglie un incontro fugace e lo trasforma in rivelazione.
Con uno stile sobrio, limpido e trasparente, il testo punta tutto sull’immagine concreta e sul ritmo lento, coerente con il tema del tempo che scorre piano.
La lingua è semplice e precisa, musicale e discreta, ci accompagna dentro lo scritto senza mai sovraccaricare. Il tono contemplativo rende il testo immediatamente comprensibile e richiama la poesia narrativa contemporanea