Cadute son le foglie
spoglie della loro memoria,
su prati calpestati, bruciati,
denudati dei loro abiti migliori.
Adesso solo il silenzio regnerà,
l’inverno nel suo gelido abbraccio
avvolgerà le dormienti cose,
letargo della morte apparente.
Pazienti, attenderanno primavera,
che ridarà colore e speranza di vita,
e il vento sussurrerà agli alberi
che esploderanno in fiori.
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2 Comments
Cristina
Una poesia dal tono classico e raccolto, che lavora su immagini note ma ancora efficaci: la caduta, il silenzio dell’inverno, l’attesa della rinascita.
Interessante l’idea del “letargo della morte apparente”, perché concentra bene quel momento sospeso in cui tutto sembra finito e invece sta solo preparando un nuovo inizio.
Il testo ha una sua compostezza, delicata e malinconica.
Complimenti per la tua scrittura.
Cristina
Alma Gjini
La tua poesia ha la delicatezza delle stagioni che insegnano a perdere senza smettere di sperare: nel gelo si sente già il respiro della rinascita.
Le foglie cadute sembrano dipingere la terra di oro spento e rame, custodendo negli ultimi colori la memoria dell’estate.
Mi ha lasciato addosso un senso di quiete malinconica, come quando l’inverno tace ma la primavera sta già preparando i suoi fiori.