Nasce lenta
quasi esitante,
goccia di calore vivo
tra le sue scapole raccolte.
La pelle trattiene il respiro:
lo amplifica,
ogni fibra tesa,
ogni muscolo acceso.
Scivola,
segue la linea della schiena
come se la conoscesse,
cone fosse tracciata per lei sola.
La seta la sfiora ma non la ferma:
si insinua, si mescola,
diventa parte di quel calore insistente
che sale, che chiama.
La donna non si muove ,
eppure tutto in lei cede lentamente,
si apre senza gesto.
Come notte che accetta il proprio fuoco.
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