Un abbraccio è ciò che cerco?
è un’eterna fame quella che sento
tra il sonno e la veglia,
mentre fuori tutto tace,
comprese le cicale
che fino ad un momento fa
mi urlavano contro
Sospeso come un filo
appeso ad un ago
che punge e morde
e rovista tra le carni
per farsi strada nell’anima
Un abbraccio è ciò che voglio?
Oppure un miraggio
in un deserto senza oasi
che il vento ha spazzato via
non incontrando resistenza alcuna
sé non il mio petto scoperto
pronto ad essere trafitto
Giovanni Gentile 31 Luglio 2025



Questo testo è un grido di solitudine e disperazione.
Inizia con la domanda sull’abbraccio, ma si trasforma subito in una sensazione di “fame eterna”. Il silenzio delle cicale e la metafora dell’ago che “punge e morde” sottolineano un dolore intimo e profondo. La ricerca si conclude con la visione di un miraggio in un deserto, esprimendo una vulnerabilità senza difesa di fronte a una sofferenza che sembra inevitabile. È un lamento sulla difficoltà di trovare connessione e pace.