Il rumore si spegne piano,
le voci diventano vento lontano.
Lo sguardo si perde nel vuoto che avanza,
e un’onda di silenzio mi invade la mente.
Non vivo più e non me ne accorgo nemmeno.
Mentre il mondo continua a girare,
io sento solo un vuoto senza tempo.
Una corrente fredda mi svuota il cuore,
non c’è più spazio per il dolore,
non c’è più posto per l’amore.
Un’eco muta in una stanza vuota,
una clessidra rovesciata e sospesa.
Non c’è più un’ombra a fare compagnia,
solo il confine di un’infinita apatia.



Il testo racconta bene una sensazione di svuotamento progressivo: l’immagine della “corrente fredda” che svuota il cuore è efficace, così come quel mondo che continua a girare fuori, del tutto indifferente. C’è un ritmo lento e coerente con il tema, quasi una discesa senza scosse. Forse, proprio perché la scrittura toglie tutto, colpisce il verso breve “Non vivo più e non me ne accorgo nemmeno”: arriva netto, senza retorica. Molto interessante la scelta di un tono sommesso, dove il silenzio è protagonista più del dolore.
Ricevere dei riscontri è sempre un grande piacere. Grazie mille per le tue parole Cristina, la tua opinione è davvero importante per me <3