Tra pioggia e ferro di cielo, la notte si destò,
la neve coprì il mondo, tutto ciò che fu e sarà non è più.
Camminano ombre stanche dove il sole non tornò…
e un cuore gelò nell’odio, perché l’amore non venne ma
Ghiaccio nel petto, gelo nell’anima,
maledizione che nessuno scioglierà.
Inverno eterno, ferita infame —
il cuore attende, ma nessuno arriverà.
Nel bosco muto di brina, la nebbia parla piano,
sussurra nomi perduti in un linguaggio sovrumano.
Le tombe sono culle di un destino già lontano…
e il cuore resta immobile, cadavere di un sogno.
Ghiaccio nel petto, gelo nell’anima,
maledizione che nessuno scioglierà.
Inverno eterno, ferita infame —
il cuore attende, ma nessuno arriverà.
Sulla torre in rovina l’inverno canta il lutto,
dove il tempo si è fermato e non nasce più nessuno.
Il vento manda urla di un amore mai vissuto…
e il cuore, nella sua prigione, tace senza nome.
Ghiaccio nel petto, gelo nell’anima,
maledizione che nessuno scioglierà.
Inverno eterno, ferita infame —
il cuore attende, ma nessuno arriverà.
E quando il mondo crollerà in un unico lamento,
quando anche l’ultima stella cadrà nel firmamento,
l’inverno riderà, sovrano, senza tempo…
e il cuore non saprà morire, né rinascere, né amare.
Ghiaccio nel petto, gelo nell’anima,
nessuna mano spezzerà la condanna.
Eterno inverno, notte profana —
il cuore attende… e attenderà per sempre.



One Comment
Cristina
Mentre leggo mi sembra di camminare anch’io in quell’inverno eterno, con il gelo che stringe il petto e la neve che copre ogni speranza. Le parole parlano di un destino già scritto: attendo, ma so che nessuno arriverà. È come se il cuore dell’autore fosse davvero prigioniero di un tempo fermo,immobile, incapace di rinascere, condannato a non morire mai.
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