Acqua gelida
danza sulla lingua
di una fatua carovana
grondante fiamme.
Il serpente cieco
scava membra
con spire d’ombra e sabbia.
Uno tzigano violino
piega la sua ultima corda.
Una nenia storta
intona la babushka di cera,
supina, nella carrozza vuota.
Tende immobili cuciono voci,
sussurrano nomi mai nati.
Una lanterna rotta oscilla
in un valzer di diastole.
La corsa all’oro è conclusa,
il forziere trafugato.
Un tesoro inestimabile:
18 carati di nulla.
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3 Comments
Cristina
Un testo saturo di immagini visionarie e quasi oniriche, dove acqua, fuoco, sabbia e ombra si mescolano in una carovana surreale.
Ogni verso sembra evocare un mondo sospeso, abitato da figure simboliche: il serpente cieco, il violino tzigano, la babushka di cera.
Tutto appare consumato, spezzato, come la lanterna rotta che oscilla in un ritmo cardiaco. Alla fine resta solo l’amara constatazione di una ricerca vana: la corsa all’oro si chiude con un tesoro paradossale, “18 carati di nulla”, che dà al testo un tono di disincanto e di poesia crepuscolare.
Ps. Solo tu puoi decriptare cio che hai scritto, io lo interpreto secondo il mio bagaglio culturale ma, sarebbe interessante provassi a strappare i veli che nascondono quello che c’e davvero “oltre” una scrittura d’effetto
osrevortnIntroverso
Già… sto provando a farlo… ma non è facile mettere a nudo ciò che si ha nel profondo, anche perché spesso è nascosto anche a noi stessi, bisognerebbe “scavare” bene nell’inconscio per estrapolare tutto.
Grazie mille di cuore Cristina cara! Buondì ❤️☺️
Cristina
Abbi la cosapevolezza che nessuno ti giudica, a quel punto potrai fare il “grande” balzo.
Baci 🙂