Poesia

Apri quella porta

Apri quella porta
esci
tra le tante cose che ci sono
c’è quello che cerchi
anche se le altre volte
che sei uscito
non c’era
allora perché questa volta
si?
Ma tu
Apri quella porta
che ne sai
che l’Odissea non
ti possa dare Calipso
anche se solitamente
senti lo sguardo fisso
di Polifemo
E non c’è né tronco
né fuoco che ti salvi
dall’essere sbattuto come un uovo
e bisognerebbe chiedersi
quale vantaggio ti porterebbe venir fuori
ma tu
Apri quella porta
non per uscire
ma per respirare l’aria
che c’è fuori
quella che respiri è asfissiante
e poi se tu
Apri quella porta
puoi immaginare
che fuori ci sia
quello che cerchi
non c’è limite al pensare
poi se esci
magari piove
magari c’è freddo
magari qualunque condizione
non va bene
l’unico grande limite
è che dall’alba al tramonto
tu non
Apri quella porta

One comment on “Apri quella porta

  1. Ben arrivato.
    Come per tutti gli iscritti, prima del commento una piccola premessa: quello che segue è solo un parere di lettura del tutto personale, uno sguardo sul testo, MAI un giudizio sulla persona.

    L’idea della soglia arriva e si capisce bene, ed è il punto forte del testo. Forse però viene ripetuta un po’ troppo, quando ormai il lettore l’ha già afferrata.
    All’inizio c’è una buona tensione, poi il testo tende a spiegarsi invece di lasciare spazio.
    Con qualche parola in meno e un po’ più di silenzio l’immagine, a mio parere respirerebbe di più.
    In sintesi: c’è una riflessione interessante, a tratti anche intensa. Per diventare davvero poesia, però, servirebbe lavorare di più sulla forma, sul ritmo, su un corpo verbale che tenga il respiro senza dover spiegare tutto.

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