Anche tu non sai da che parte cominciare quando devi commentare una poesia online?
Ho cercato su internet come commentare una poesia on line. Ho trovato guide lunghissime, piene di termini tecnici, che probabilmente nessuno legge fino in fondo. Lo so perché le ho lette anche io, e mi sono fermata a metà.
Questa guida è diversa, è corta e non on richiede di sapere cos’è “chiasmo”.
Il problema non è che non sai commentare, il vero problema è che pensi di dover dimostrare per forza qualcosa. Che il tuo commento debba provare che hai capito, che hai strumenti critici, che hai studiato e che sei gentile al punto giusto.
Non è così.
Un commento deve solo dire cosa hai visto tu, anche una cosa sola, anche se piccola.
Quando sei davanti a una poesia e non sai da dove cominciare, chiediti:
- C’è una parola che mi ha colpito, anche senza sapere perché?
- C’è un verso o una parola che mi sono rimasti in testa?
- C’è qualcosa che non ho capito ma non riesco a scrollarmi di dosso?
Se hai risposto sì a una sola di queste domande, hai già il tuo commento.
Un esempio
Prendiamo questi versi di Alda Merini:
Al cancello si aggrumano le vittime
da “La Terra Santa” – nella raccolta Fiore di poesia (1951-1997)
Al cancello si aggrumano le vittime
volti nudi e perfetti
chiusi nell’ignoranza,
paradossali mani
avvinghiate ad un ferro,
e fuori il treno che passa
assolato leggero,
uno schianto di luce propria
sopra il mio margine offeso.
Prima domanda: c’è una parola che ti ha colpito?
Aggrumano. Non si radunano, non si affollano. Si aggrumano, come sangue che coagula, e già questa scelta dice molto se non tutto.
Seconda domanda: c’è un verso che ti è rimasto?
“Il treno che passa assolato leggero” – fuori il mondo continua, indifferente. Il contrasto non viene spiegato, e fa più effetto così.
A questo punto il commento scrive da solo:
“Aggrumano – non sapevo spiegare perché, ma mi ha fermata. E quel treno fuori, leggero, mentre dentro tutto pesa.”
Venti parole. Nessun “chiasmo”. Questo è un commento vero


