Poesia

Il ricovero di diamante

ll ricovero di diamante 2057

Ordito sottile di una trama scura,
intreccio di una plastica silente,
sensori nella fredda tessitura
per l’onda e l’umidità della mente.

Fili indistruttibili nel petto chiusi,
pulsanti d’aria e interruttori muti,
rilevatori che rimangono diffusi
in codici dall’ombra già compiuti.

Un sistema sovrano e senza voce
legge il confine dell’estremo istante,
e come un telefono veloce,
avvisa il porto e la sirena distante.

Celato è il guscio che la vita serra,
tra il visibile e il buio si nasconde,
un cenno che solleva questa terra,
un’icona che dal corpo risponde.

La fibra si fa specchio del respiro,
misura il freddo, la pressione, il fuoco,
disegna nella notte un cerchio in giro,
trasforma il rischio in un calmo gioco.

I nodi della stoffa fanno barriera,
scattano pronti all’argine dell’affanno;
mentre chi indossa resta in una preghiera,
i fili strappano la vita all’inganno.

Pino Conestabile 1977

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