Tutt’uno 2057
Nel vuoto specchio di un bicchiere tondo
un soffio di sapone prende forma;
la bolla trema e racchiude un mondo,
disegno che si perde e si trasforma.
L’uomo cammina nella stanza scura
e crede di tracciare i suoi destini;
ma verso il mondo cambia la misura
se un altro sguardo sfonda quei confini.
I cerchi s’aprono, si fanno ponte,
la via diventa un macrocosmo teso;
sbiadisce il tempo all’ultimo orizzonte,
e ogni confine fisso ormai è arreso.
Nulla si muove e tutto si confonde,
l’antico saggio lo sapeva appieno:
siamo soltanto vibrazioni e onde,
luce che fluttua dentro un ciel sereno.
Il verbo primordiale che la mente scrive
lega le stelle alle galassie arcane;
l’intelligenza dello spazio vive
dentro le nostre stesse mani umane.
Se tutto è Uno e il tempo si affolla,
e siamo l’occhio che il gran tutto osserva…
chi soffia l’aria in questa chiara bolla?
Chi è l’attore e chi la mente serva?
Pino Conestabile 1977
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