Poesia

Er filo

 

‘Sto còre ner vernacolo
fa eterna ricaduta…
…mirando ortre l’ostacolo
de landa sconosciuta

Arampica li specchi
pe’ istiga’ mute tempeste…
…traspare giorni vecchi
in cui se spoja e se riveste

S’ammazza giù ‘n discesa
senza poi cerca’ ‘na mano
(è già peggior impresa
mori’ stesi sur divano…)

Su arcune curve a gomito
riversa fòri strada
(doppo sedato er vomito
la nebbia se dirada…)

Rifiuta er compromesso
co’ inquietanti sicumère…
…affonna de riflesso
sue radici più leggere

…Accoje li passaggi
dove er filo ormai è perso…
…che ar fine de ‘sti viaggi
si arzi l’occhi… er cielo è terso…

(2013)

(“Er filo” è il racconto di un’uscita dalla depressione. Di quanto la testa l’abbia comunque cercata, in modo di certo maldestro, forse inconsapevole alla coscienza.
Dopo essersi aggomitolati, ritrovare quel filo e ricominciare a svolgerlo segna un solco tra il prima e ciò che successivamente riesci ad apprezzare anche di davvero, ma davvero piccolo.
E tra tutto il resto, linfa preziosa è il ritorno alla scrittura).

 

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