Francesco Guccini tra Tex e Paperino
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Francesco Guccini tra Tex e Paperino

Guccini tra Tex e Paperino: l’America cominciò nei fumetti

Francesco Guccini non fu soltanto un appassionato lettore di fumetti, li collezionò, li scrisse e frequentò alcuni dei maggiori disegnatori italiani; un lato meno conosciuto che attraversa anche le sue canzoni.

Quando muore un autore amato, si finisce quasi sempre per ricordarlo attraverso le opere più note, per Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026, sono tornate La locomotiva, Auschwitz, le osterie, Bologna, la politica e le radici dell’Appennino, ma nel suo mondo c’erano anche strisce disegnate, pistoleri e paperi.

Il rapporto di Guccini con i fumetti non fu una curiosità marginale, nel 2016, durante un incontro con Milo Manara a Lucca Comics & Games, raccontò che da giovane aveva perfino pensato di diventare disegnatore. Suo padre, invece, gli proibiva di comprare fumetti perché temeva che potessero disabituarlo alla lettura, quella “vera”.

Guccini li comprava ugualmente, leggeva Il Vittorioso, Flash Gordon, Sciuscià, Il piccolo sceriffo e le strisce di Tex. Il ragazzo che leggeva di nascosto divenne un lettore instancabile, un cantautore e un romanziere, ma non abbandonò mai quelle prime passioni. Nel 2012 si definì un grande appassionato di Tex e delle collane Bonelli, di Paperino amava soprattutto quello di Carl Barks, del quale possedeva la collezione completa.

I fumetti entrarono anche nelle canzoni, in Canzone delle situazioni differenti
Andammo i pomeriggi cercando affiatamento
Scoprivo gli USA e rari giornaletti
Ridesti nel vedermi grande e grosso coi fumetti
Anch’io sorrisi sempre più scontento ,
pubblicata nel 1974, ricordava lo stupore suscitato da un uomo adulto che continuava a leggere giornaletti. In Via Paolo Fabbri 43 faceva comparire Snoopy e Linus. Ma è soprattutto in Amerigo, del 1978, che il fumetto diventa parte di qualcosa di più grande.

La canzone nasce dalla storia del prozio Enrico, emigrato negli Stati Uniti e poi tornato a Pàvana. All’America vissuta dall’uomo, fatta di lavoro, miniera e fatica, Guccini accosta quella immaginata da bambino attraverso le riviste, il cinema e «il mondo sognante e misterioso di Paperino».

Sono due Americhe diverse, una promette avventura e spazi sconfinati; l’altra consuma gli uomini e li fa tornare vecchi. Guccini non cancella la prima quando scopre la seconda ma le lascia convivere, perché l’immaginario infantile non scompare appena conosciamo la realtà.

Il fumetto, però, Guccini non si limitò a leggerlo, alla fine degli anni Sessanta cominciò a collaborare con Franco Bonvicini, il Bonvi delle Sturmtruppen, al quale era legato da una lunga amicizia. In un’intervista del 2016 raccontò di aver scritto otto battute delle prime Sturmtruppen, il  loro lavoro comune più importante furono le Storie dello spazio profondo: Guccini preparava storie e sceneggiature, che Bonvi modificava liberamente mentre le disegnava, ne uscì una fantascienza ironica, piena di gergo modenese e caricature di conoscenti.

Guccini ricordò inoltre di aver contribuito, senza essere accreditato, a una parte della prima sceneggiatura dello Sconosciuto di Magnus. Altri suoi soggetti furono disegnati da Guido Buzzelli e Filippo Scòzzari, la scrittura per immagini fu quindi una parte concreta, benché meno nota, del suo lavoro.

Tra le sue opere a fumetti c’è anche Vita e morte del brigante Federigo Bobini detto Gnicche, disegnata da Francesco Rubino. Ispirandosi a un testo del 1871 di Gianni Fantoni, Guccini recuperò l’ottava rima dei cantastorie e dei poeti contadini dell’Appennino. Il lavoro uscì nel 1980 e fu ripubblicato nella versione originaria come supplemento a Linus nel novembre 2016. Fu questa nuova edizione a portarlo sul palco di Lucca Comics insieme a Manara.

Il padre di Guccini temeva che i fumetti lo allontanassero dai libri, accadde l’esatto contrario. Tex, Paperino, Bonvi e Magnus entrarono in una cultura senza recinti, nella quale potevano convivere Borges e Snoopy, la memoria degli emigranti e le praterie immaginate da bambino.

Ricordarlo anche attraverso i fumetti non significa aggiungere una curiosità alla biografia di un cantautore, significa riconoscere una delle sorgenti del suo modo di raccontare. Prima delle miniere di Amerigo ci fu un’America sognata e in quell’America abitava anche Paperino.


Nota e fonti

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