Seduto sul fondale sgranocchio singhiozzi. Ne accartoccio l’involucro, lo stropiccio. La pressione, la sabbia, le conchiglie. Mi schiacciano a sè. Le bolle risalgono l’abisso, espirano grida al contatto con l’aria, le mie. È così lontana la superficie, che non le sento. Piovo meduse dagli occhi, iridescenti! luminose! Avete presente? Quelle…


