Viandanti di Luce

Sogni svaniti
tra le ombre della memoria,
scintille eterne,
viaggiamo silenti,
tra soffi accarezzati dalle foglie
fischiettando addii
caduti a terra.

Quanto frastuono fa
il silenzio!

Smemorati viandanti,
vestiti,
con cappotti di luce,
eleganti,
liberi dal tempo,
valichiamo il confine
fra terra e grembo,
mentre il tempo assonnato
si piega su se stesso
nel cuore della notte.

Senza volto, senza nome,
ma quanti ne abbiamo avuti?!
In ogni quando e in ogni dove!

Ogni sguardo rivolto al cielo
è un richiamo, un ponte,
tra ciò che siamo
e ciò che non smetteremo mai di essere.

Ogni notte,
quando chiudo gli occhi,
vi vedo
lumini danzanti,
vi sento
scintillii silenti:

miei cari.

Non vedo l’ora
di risvegliarmi con voi,
insieme, un mattino,
nell’eterna verità.

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osrevortnIntroverso
osrevortnIntroverso

Pensieri strampalati di un introverso qualunque

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4 commenti

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  1. Hai trasformato in poesia una meditazione sull’aldilà, sulla perdita e sul legame eterno con chi non c’è più. I “sogni svaniti” e gli “addii caduti a terra” evocano un lutto vissuto con dolcezza, mentre il silenzio diventa protagonista, assordante nella sua intensità. Ti muovi tra le parole come un “viandante smemorato”, sospeso tra più mondi, cercando nel cielo un ponte verso l’eternità. È una preghiera laica, un canto silenzioso che ci invita a riflettere sulla potenza del ricordo e su come ogni notte possa diventare un incontro, anche solo nell’anima.