Poesia

Seducenti Errori

Sipari stropicciati
tra lenzuola socchiuse,
promesse che odorano
di deodorante scaduto:
“le mie scuse”.

Vestiti troppo stretti,
le parole sussurrate,
scivolano via
privi di permessi.

E ridevi, oh sì, ridevi, e come ridevi!
con l’invito stampato
in quel tuo sguardo
tra giochi di labbra,
e lingue vorticose
al sapore d’incenso.

Noi due,
sudati sudditi,
e quell’elegante dannato clown
che giunge sempre dopo ogni disastro:
il silenzio.

E noi eravamo lì,
due funamboli sopra il baratro,
su quel filo,
che in un battito
smarrisce il tempo.

Ombre sbriciolate
sul selciato che non chiede perdono,
noi due
come virgolette inciampate a terra
tra un “non dovevo” e un “ancora”.

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Pensieri strampalati di un introverso qualunque

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2 Comments

  • Cristina

    Questa poesia lascia come un senso di vertigine nel lettore.
    È come assistere a una scena teatrale dove il sipario è stropicciato e gli attori sono nudi nella loro vulnerabilità. Mi ha fatto pensare a quanto spesso il silenzio sia più eloquente delle parole, e a come certe relazioni vivano nel confine tra il desiderio e il rimorso.

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