Poesia

Li mostri

 

Quanto tempo che ho già speso
co’ la testa tra le mano
dritto all’inferi so’ sceso
ma purtroppo sempre ‘nvano

Tanto tempo che perfino
a misurallo nun se conta
ore e ore de cammino
che ‘r passato m’aricconta

Pe’ stana’ quei gran bastardi
ho fatto voli ad arta quota
in apnea tra li ricordi…
…su ascensori senza uscita

Ho esplorato mille lidi
e nun esisteno davero
ho subbìto più omicidi
e so’ rimasto tutto ‘ntero

Fitte trame de l’inconscio:
lo sprofonno che nun tocchi…
…finché chiaro se fa un uscio
e dar sudario schiudi l’occhi

Ma però stai punto e a capo
un passo avanti e due de dietro
pe’ risorve e’ rompicapo
te contempli in ogni vetro

Poi suggerimenti futili…
…fra tutti spicca quello
che tradisce farsi umili:
fa’ pace cor cervello

Dei pareri fai acuta
selezzione dall’ingresso
solo quarcheduno aiuta…
…all’artri di’: “Grazzie lo stesso…

…ma i giudizzi de la gente
ivi compresi quelli vostri
nun so’ mai serviti a gnente…
…pe’ lotta’ contro i miei mostri…

(2010)

 

2 Comments on “Li mostri

  1. Questa poesia mi ha colpito per la sua onestà brutale. È come se Quinziotta ci prendesse per mano e ci portasse dentro la sua mente, senza filtri. Mi ha fatto riflettere su quanto spesso cerchiamo risposte fuori, quando invece il vero lavoro è dentro di noi.
    Bentornato 🙂

    1. Grazie Cristina, 🙂
      sono felice di abitare questo spazio in vostra compagnia.
      Ed è bello leggere una tua riflessione su un mio scritto.

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