Voglio assaporarti
un letto di fragole sa di te
non voglio mangiarti ogni giorno
mi stancherei
il mio palato sarebbe assuefatto
da te
certi sapori mi restano perché rari
e tu sei tra questi
mordendoti sempre ti insulterei
non mi perdonerei mai
il peccato di renderti insipida
di aver trasformato la domenica
in un mercoledì
Di aver distrutto l’estate
andando al mare a gennaio e a marzo
non voglio questo
voglio solo assaporarti




Mi piace l’idea di fondo, quella del desiderio che non vuole consumare ciò che ama. La metafora del gusto è portata avanti con coerenza dall’inizio alla fine, e questo dà unità al testo.
Alcuni passaggi arrivano subito, come la domenica trasformata in mercoledì: lì l’immagine diventa più concreta e quotidiana. Forse in certi punti la metafora resta un po’ prevedibile, ma il pensiero è chiaro e sincero.
È una poesia che si lascia leggere con facilità e che molti possono sentire propria.
Si percepisce che questa è una poesia che nasce da un sentimento autentico, vero, riconoscibile ma che si appoggia a immagini e meccanismi già molto riconoscibili, fragole,mare,assaporare, estate.
Mi piace molto il pezzetto “il peccato di renderti insipida/di aver trasformato la domenica/in un mercoledì”.
il resto e carino, si legge con piacere ma non mi colpisce particolarmente.