Una Penna altrui
sentivo il passare, il fluire
lo scorrere veloce
pensavo di non esserne capace
temevo avrei finito per soccombere
nodogma/Griso.T. 240126
© Tutti i diritti riservati
Una Penna altrui
sentivo il passare, il fluire
lo scorrere veloce
pensavo di non esserne capace
temevo avrei finito per soccombere
nodogma/Griso.T. 240126
© Tutti i diritti riservati
Questo testo è una bozza travestita da poesia: apre con un errore, prosegue con ripetizioni inutili, non offre immagini né tensione, non dice cosa accade (se accade) né a chi o perchè.
È vago, generico, privo di corpo e di ritmo.
Non è minimalismo: è incompiutezza. Sembra l’ombra di una poesia che non è mai stata scritta.
NODOGMA dice “Questo testo è esattamente ciò che ho voluto che fosse: l’utilità o inutilità delle ripetizioni non sono sindacabili; le immagini, la descrizione di un determinato accadere e l’evocazione di una certa tensione, non rientrano nel mio linguaggio. La vaghezza, il corpo e il ritmo sono soggettivi. L’incompiutezza è un vanto. Ringrazio per l’unico complimento ricevuto: “Sembra l’ombra di una poesia che non è mai stata scritta” è esattamente ciò che speravo di leggere.
ps: Griso.T. è un collettivo artistico-letterario, aperto -soprattutto al tradimento- concepito sull’assenza e sull’oltre, per l’essenza e per l’oltre.
Lungi da me mettere in discussione l’intenzione, ma il risultato …si. Anche l’assenza, per funzionare, ha bisogno di un minimo di precisione. Se tutto resta volutamente vago, incompiuto e sottratto, il rischio è che me, lettrice non arrivi un’ombra significativa, ma solo un “abbozzo” di testo che non ancora formato. L’incompiutezza può essere una scelta, ma non basta dichiararla perché diventi forma.
NODOGMA dice <<Il gioco della “ricerca spasmodica della precisione nell'altrui operato” è piuttosto insidioso. E come tale va saputo giocare e sostenere fino in fondo. La prima, scontata regola da tenere sempre a mente, è quella di essere pressoché irreprensibili o comunque fare in modo di non cadere negli stessi errori che si intende constatare e contestare. A giudicare da ciò che scrive, purtroppo per lei, non mi pare che Cristina possa vantare un tale blasone. Cito testualmente: <>.
Evito di sottolineare le evidenti carenze appartenenti a questo testo e di cadere nella facile tentazione del sarcasmo; la invito comunque a rileggere attentamente il messaggio e a trovare degli accorgimenti che le permettano di colmare le evidenti lacune che da esso traspaiono, anziché perdere del tempo, preziosissimo, nella caccia alle streghe dell’imprecisione, dell’incompiutezza, della forma, che a suo dire popolano i testi poetici altrui>>.
Il problema non è che il testo sia incompiuto, vago, sottratto, oltre, assente o qualunque altra etichetta del kit del poeta alternativo.
Il problema è che è noioso.
Tre sinònimi del verbo “passare” messi in fila non sono minimalismo, sono un esercizio di vocabolario. L’incompiutezza come vanto funziona quando c’è qualcosa che si sente mancare, qui non manca niente perché non c’è mai stato niente da trovare.
Chiamarci “brigata dei precisi” e “pianeta del solecuoreamore” per schivare una lettura critica è un trucco vecchio: si scredita chi legge per non dover rispondere del testo. Ma il testo resta lì, con le sue tre righe e il suo copyrigh e continua a non dire nulla a nessuno.
Non siamo ignoranti. Abbiamo semplicemente letto.
PS: “© Tutti i diritti riservati” è il massimo del minimo (rido)
Che figata…quanti commenti per questo “nulla” in versi.
Mi accodo anch’io 🙂
NODOGMA, la tua risposta è la conferma perfetta del teorema dell’assenza: quando non si può difendere l’opera, si “santifica” la sua mancanza. Elevare l’incompiutezza a vanto e dichiarare l’insindacabilità delle scelte è l’ultimo rifugio di una penna che, per paura di soccombere al confronto, decide di non scendere mai in campo.
Il tuo non è un linguaggio, è un’auto-evaporazione programmata.
Se Collettivo Griso.T. è ‘oltre’, allora questo mio commento è il tradimento definitivo: una critica che non esiste, rivolta a un testo che non c’è, scritta da un’assenza che ha già capito tutto.
Ti auguro di trovare, prima o poi, il coraggio della precisione, perché è troppo facile essere profondi e alternativi quando si sceglie di essere invisibili.
Ciao
NODOGMA dice <<è fantastico realizzare, all’improvviso, quanto folta ed agguerrita sia la “brigata dei precisi”. Finora mi è sempre capitato di incrociare qualche fulgido esemplare di questa sgangherata pattuglia, in ambienti prevedibili e noti, di stampo prettamente burocratico, che favoriscono il proliferare di una certa tipologia di ossessioni e frustrazioni: gli sportelli postali, gli uffici del catasto, i call-center che gestiscono i servizi dell’Inps, ad esempio.
Oggi mi accorgo, con raggelante preoccupazione, che non è più così: oramai nessuno spazio è al sicuro.
Comprendo la difficoltà e la fatica di immedesimarsi nella “dimensione dell’oltre”, se si proviene dal “pianeta del solecuoreamore” e si è orgogliosi alfieri del già sentito e già conosciuto, ma rifiuto ogni tentativo di sottomissione alla pochezza del giudizio sommario ed assolutamente arbitrario che ne deriva.
…
Nodogma, noi quantomeno ti contestiamo e invitiamo alla riflessione, su Alidi…a,il silenzio è totale. Forse anche lì regna “l’oltre”. (rido)
…
Chiarisco a riguardo, che non esiste alcuna mia decisione di non scendere in campo per la paura di soccombere al confronto, che rifiutare la pantomima della rappresentazione non codifica alcuna evaporazione del linguaggio, che quella che tu chiami invisibilità è soltanto una scelta di trasparenza, dettata dal preciso intento di evitare qualsiasi possibile interferenza o rifrazione delle radiazioni naturali dell’opera.
Che ti piaccia o meno, l’opera non va spiegata e non va difesa, l’arte è un’altra cosa. Ars gratia artis. Il resto è soltanto fuffa allo stato puro>>.
Il testo era appesantito da frammenti di codice o da formattazioni non corrette, che interferivano con la lettura.
La redazione li ha corretti. Sarebbe utile evitare il copia-incolla diretto e ripulire il testo prima della pubblicazione, soprattutto per capire meglio cosa resta davvero.
Il testo si apriva con un errore, che è stato prontamente corretto.
Chiedo scusa ma è la prima pubblicazione e non avevo tenuto conto del fatto che il copia-incolla diretto potesse portarsi dietro frammenti di codice e formattazioni scorrette (in bozza non visibili), che poi avrebbero interferito sulla lettura. Grazie per avermelo fatto notare.