Un pensiero mi oscura la testa,
sedimento d’eclissi senza nome.
Gli occhi trovano un cielo chiuso,
un giorno che esita a cominciare.
Vorrei condividere ciò che penso,
ma ogni mente è un archivio serrato:
ci sono cose che nascono con noi
e con noi imparano il silenzio.
Eppure qualcosa insiste sotto pelle,
invecchiato dal tempo e dalla memoria:
una traccia che ritorna, ostinata.
Poi, quasi senza preavviso, la primavera:
profumi profondi,
come ricordi che non sapevamo di avere.
A volte basta un assaggio del tempo
per ricordare al corpo
che siamo ancora vivi.
Non è la vita a mancare, forse,
ma lo sguardo che si chiude su di essa,
una curva dell’essere
che può sciogliersi in un respiro.
Basterebbe fermarsi davanti a un prato in fiore:
lì, senza parole,
il mondo
si ricorda di essere.
M.





Qui c’è un pensiero che resta compatto dall’inizio alla fine, con un tono meditativo che non si spezza. Mi piace soprattutto come la primavera entri piano, quasi da dentro, e riporti il testo verso qualcosa di vivo senza forzature.
Complimenti.