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Aricoli

Sodoma e Gomorra di Proust: il libro che tutti citano e nessuno legge

Io non sapevo nemmeno che Sodoma e Gomorra fosse un libro di Prust.

Pensavo fosse uno di quei titoli che girano nell’aria, tra un’allusione colta e una citazione buttata lì per darsi un tono.

Poi ho scoperto che esiste davvero, che è un pezzo di Marcel Proust, e che fa parte di un’opera che tutti nominano con rispetto – come se bastasse averla vista da lontano.
E lì ho avuto un sospetto: che certi libri non servano tanto per essere letti, ma per essere riconosciuti. Come certe parole difficili – non importa usarle bene, basta usarle al momento giusto.
Ho fatto anche io questa cosa, ho usato titoli come chiavi, per aprire porte in conversazioni dove volevo sembrare dentro a qualcosa. Funziona, tra l’altro. La gente annuisce.
Non lo apri, ma lo citi. Non lo attraversi, ma ci giri intorno.
Certi libri lavorano anche da chiusi – esistono come postura, come segnale. E dicono qualcosa non per quello che contengono, ma per il modo in cui vengono usati. Per chi li usa, e perché.
La domanda che mi rimane è se questo li svuoti o li carichi di un altro tipo di senso.
Se un libro che nessuno legge ma tutti citano sia una menzogna condivisa, o qualcosa di più strano e più onesto di così.

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