Non chiedermi se questa è vita,
perché non ho certezza,
io, viandante smarrito,
sospeso tra l’eternità e il nulla.
Non chiedermi se questa è vita,
è solo un flebile suono,
un fruscio tra le foglie,
un verso di poesia nel vento.
Non chiedermi se questa è vita,
perché continuo a cercare,
nella danza dei significati,
nelle domande, oltre le certezze.
Non chiedermi se questa è vita,
ma lascia il cuore rispondere,
nella quiete dei tramonti
e nei respiri della notte.
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2 Comments
Cristina
Questa poesia mi ha fatto pensare a qualcuno che chiede scusa in anticipo per non saper rispondere. C’è qualcosa di onesto in quel rifiuto ripetuto, non chiederm, come se l’unica cosa certa fosse l’incertezza stessa. E per certi versi funziona: la sospensione del titolo diventa anche sospensione del senso, e questo non è poco.
Quello che mi lascia un po’ a distanza è che le immagini sembrano scegliere la strada più battuta proprio nei momenti in cui potrebbero deviare.
Il fruscio tra le foglie, il tramonto, i respiri della notte, sono paesaggi giusti per questo tipo di voce, ma così giusti da sembrare quasi dovuti. Come se la poesia si fidasse troppo di un vocabolario già collaudato invece di rischiare qualcosa di suo.
Il momento che mi ha convinto di più è la terza strofa, quella sulla danza dei significati e le domande oltre le certezze.
Lì si sente una voce che pensa, non solo che sente.
Ed è, a mio avviso la parte migliore.
pincia
C’è in questi versi la vita non viene definita, ma indagata attraverso immagini leggere, il vento, le foglie, la notte, il tramonto.
Molto suggestiva, forse a tratti un po triste nell’interrogarsi sui perchè della nostra esistenza.