La curva della luce
Nel ventre della notte una stella tace,
come un gioiello immerso dentro il velluto;
chi la contempla crede d’averla veduta,
ma appena la comprende, la perde nella pace.
Un’ombra segue l’uomo lungo il suo cammino,
senza lasciare impronte, né chiedere dimora;
egli rincorre il giorno per giungere al mattino,
ma il giorno, quando arriva, è già notte ancora.
Sul vetro delle acque si specchia una luna,
e sembra che il cielo discenda lentamente;
la mano cerca il volto, ma trova solamente
un cerchio che si chiude dove iniziò la luna.
Le rose hanno una legge che nessuno ha scritto,
e il vento obbedisce a un ordine invisibile;
ciò che muore ritorna con un nome più sottile,
e ciò che nasce porta un ricordo mai svelato.
Così l’uomo raccoglie frammenti dalla polvere,
li dispone con cura, li chiama comprensione;
ma appena il disegno gli appare nella mente,
un nuovo filo d’oro ricuce la separazione.
E quando avrà contato ogni stella del cielo,
e dato ad ogni silenzio il suo nome più preciso,
forse vedrà nel fondo del proprio stesso sguardo:
chi guarda, se lo specchio è già cieco?
Pino Conestabile 1976
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