I tuoi capelli al vento eran fiume d’oro,
e il cielo vi posava il suo pallore;
nei tuoi occhi smarrivo ogni tesoro,
come notte si perde dentro il fiore.
Ardeva un fuoco antico e senza nome,
rosso secreto sotto la cenere;
e il vento ne portava il grave aroma,
come un presagio d’albe da rinascere.
Non dissi nulla: tacque anche la sera,
mentre la luna indugiò sui tuoi passi;
e un’ombra, tremando, lieve e sincera,
sfiorò la luce breve dei tuoi sguardi.
Poi venne il bacio, e parve che la terra
per un istante avesse il nostro ardore;
due fiamme confuse nella notte, in guerra,
due respiri smarriti dentro un cuore.
Che importa il tempo, se l’istante accende
un’eterna scintilla nelle vene?
Vi sono fuochi che la notte rende
più vivi quanto più lontano viene.
E quando il vento avrà disperso il giorno
e cenere sarà ciò che fu ardore,
rimarrà forse, muto, il nostro ritorno…
o solo un’eco addormentata al cuore?
Pino Conestabile 1974
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